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L'arte del '800

Le secessioni

Le secessioni furono momenti di scissione e di rottura polemica con le strutture artistiche ufficiali (specie le Accademie) che caratterizzarono il panorama composito dell'arte europea nella seconda metà dell'Ottocento, ma soprattutto verso la fine del secolo, preludendo all'atteggiamento eversivo delle avanguardie del Novecento.

Storicamente il fenomeno della secessione assunse portata più rilevante nei paesi tedeschi, proprio per la maggior rigidità e chiusura corporativa e nazionalistica delle organizzazioni artistiche ufficiali.

Prima in ordine di tempo fu la Secessione di Monaco, creata nel 1892 da un gruppo di artisti capeggiati dal pittore e scultore Franz von Stuck (1863-1928), che trovava i suoi punti maggiormente qualificanti nel rinnovamento della pittura di paesaggio, nell'interesse per l'arte applicata, nella creazione di un nuovo gusto decorativo specialmente nella grafica, nell'apertura agli aspetti più innovativi della cultura europea. In questo clima si innestò V. Kandinskij fondò nel 1909 il nuovo gruppo della Neue Künstlervereinigung (Nuova unione degli artisti), aperto agli sviluppi dell'espressionismo e da cui doveva uscire l'avanguardia del Blaue Reiter.

La Secessione di Berlino si svolse dal 1898 inizialmente sotto l'egida del gruppo dei cosiddetti impressionisti tedeschi (Max Liebermann, 1847-1935, e Lovis Corinth, 1858-1925) e all'insegna del rinnovamento grafico propugnato dalla rivista "Pan": in un secondo momento, dopo il 1903, come sostegno al nascente espressionismo.

 

La Secessione viennese

Anche per il forte influsso esercitato a livello europeo la più tipica delle secessioni, al punto che a essa sola si applica spesso il termine, fu la Secessione di Vienna, fondata nel 1897 dal pittore G. Klimt e dall'architetto, grafico e designer Joseph M. Olbrich (1867-1908). Largamente aperta ai diversi aspetti di rinnovamento culturale, rappresentò uno dei momenti più qualificanti delle istanze del modernismo europeo, attraverso l'elaborazione di uno stile unitario che contrappose alla linea dinamica e fluida dell'art nouveau franco-belga un gusto secco e geometrico, altamente decorativo e astrattizzante nella pittura e nella grafica, squadrato e asciutto nell'architettura (precorrendo in un certo modo il razionalismo novecentesco) e con una lucida impostazione del rapporto forma-funzione nel campo delle arti applicate.

 

Gustav Klimt

Gustav Klimt (Baumgartner, Vienna 1862 - Vienna 1918) col fratello Ernst eseguì numerose pitture decorative per
teatri di vari centri (Vienna, Fiume, Reichenberg) e per edifici privati (Casa Sturany a Vienna). All'inizio del 1897 divenne il più impegnato esponente della Secessione viennese. Nel 1898 pubblicò il primo numero della rivista "Ver Sacrum" (che uscì fino al 1903), organo ufficiale della Secessione per la quale Klimt eseguì molte illustrazioni. Dal 1900 al 1903 dipinse per l'università di Vienna il ciclo di allegorie della Filosofia, Medicina e Giurisprudenza, rifiutate per gli audaci caratteri di interpretazione. Nel 1905
Klimt uscì dalla Secessione e iniziò la propria attività nel settore dell'arte decorativa collaborando con l'architetto  J. Hoffmann e realizzando il famoso mosaico per la Casa Stoclet di Bruxelles.

Nella pittura di Klimt confluirono anche componenti simboliste, fondi oro e piattezza coloristica della pittura giapponese, assolutezze astratte dei mosaici bizantini. Nell'ambito della Secessione viennese Klimt fu la personalità che meglio contribuì a definire una caratterizzazione austriaca tra le più importanti variazioni nazionali dell'art nouveau, specie nel programma di "opera d'arte integrale". Tra i suoi bellissimi e discussi ritratti si ricorda quello di Fritza Riedler del 1906 (Vienna, Österreichische Galerie). Tra le composizioni dello stile d'oro, in cui Klimt fuse in originale sintesi simbolismo e decorativismo con esiti di estenuato estetismo, le più rappresentative sono Le tre età (1908; Roma, Galleria Nazionale d'arte moderna), Salomè (1909; Venezia, Museo d'arte moderna-Ca' Pesaro) e La Vergine (1913; Praga, Narodni Galerie).

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