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L'arte del '800

Postimpressionismo

Agli inizi del Novecento entrò convenzionalmente in uso il termine postimpressionismo con riferimento alle varie tendenze della pittura francese che dopo l'impressionismo e il divisionismo portarono all'affermazione del fauvismo e del cubismo. Alla ricerca di una nuova definizione espressiva della forma, dopo la decomposizione attuata dal colore e dalla luce degli impressionisti, contribuirono artisti di interessi e temperamento diversi: Cézanne, Gauguin, Van Gogh, Toulouse-Lautrec, Émile Bernard (1868-1941), Odilon Redon, Pierre Bonnard (1867-1947), Édouard Vuillard (1868-1940). Attraverso queste differenti personalità e sullo stimolo della fondamentale lezione di Cézanne il postimpressionismo vide lo sviluppo delle esperienze simboliste e sintetiste (Scuola di Pont-Aven, nabis), con il loro ideale di "superare il mondo delle apparenze".

 

Toulouse-Lautrec

Henri de Toulouse-Lautrec (Albi 1864 - Malromé, Gironde 1901) fu pittore, incisore e cartellonista ispirato ai temi della vita quotidiana analizzati senza pietà e falsi moralismi; la sua ricerca lo collega al movimento liberty , mentre la composizione e il modo di rappresentare i personaggi lo avvicinano al simbolismo.

Di nobile famiglia, visse una vita fortemente condizionata dal nanismo. Affrontò l'esperienza fondamentale dell'impressionismo, dal quale apprese la novità della pennellata frammentaria e l'assoluta libertà del colore. Guardò soprattutto a Degas, per il suo interesse alla linea e alla struttura compositiva, ma fondamentale fu anche la conoscenza delle stampe giapponesi che indicarono all'artista il gusto della semplificazione, lo spazio bidimensionale definito dalla linea continua e dalla stesura di zone piatte di colore. Attento alla realtà, soprattutto all'elemento umano, ai vari frequentatori dell'ambiente della Parigi notturna, Toulouse-Lautrec seppe coglierne i tratti caratterizzanti e fissarne i tipi psicologici mediante una acuta stilizzazione formale.

Del 1888 è la tela Al circo Fernando: cavallerizza (Chicago, Art Institute), nella quale il colore è impiegato per sottolineare la dinamica lineare che governa tutta la composizione. Successivi sono: Ballo al Moulin Rouge (1890, Filadelfia, Collezione Mclhemy) e La danza della Goulue (1895, Parigi, Louvre). Tutti i personaggi della belle époque furono anche i soggetti preferiti della serie di manifesti che Toulouse-Lautrec eseguì per vari cabaret o prodotti commerciali (a cominciare da quelli per il Moulin Rouge), con i quali, sintetizzando mirabilmente linea e colore per le esigenze decorative proprie del manifesto, rinnovò completamente, elevandola a dignità artistica, la tecnica dell'affiche. I suoi manifesti ebbero un influsso determinante su tutta la cartellonistica e la grafica posteriori.

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