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L'arte del '900

L'architettura organica

L'architettura organica è la tendenza architettonica moderna che ha avuto come caposcuola lo statunitense F. Lloyd Wright e i suoi diretti precedenti nell'opera di numerosi architetti, dagli inglesi Philip S. Webb (1831-1915) e Charles Voysey (1857-1941) fino allo statunitense Louis Henry Sullivan (1856-1924). L'architettura organica mira a una concezione integrata dell'edificio, tesa a esprimere già nella pianta e nell'articolazione esterna anche le funzioni degli spazi interni e della sua abitabilità, inserendolo in un'urbanistica che risponda a funzioni non solo utilitarie, ma di svago, educative e sociali. Altri elementi caratterizzanti sono l'uso di materiali naturali e un rapporto dialettico fra architettura, ingegneria e ogni altra scienza (dalla sociologia all'ecologia) che concorra alla costruzione di un ambiente umanamente.

Franck Lloyd Wright

Lo statunitense Lloyd Wright (Richland Center 1869 - Phoenix 1959) ebbe una formazione coerente alle correnti pragmatiche americane e improntata al pionierismo individuale con attenzione alle forme tipicamente locali (come nella sua casa a Oak Park, 1889). La prima manifestazione compiuta e originale della sua poetica furono le prairie houses (1900-09), in cui si enuclea il concetto di un'architettura "organica", basata sul rapporto tra individuo, spazio architettonico e natura (Willits House a Highland Park ,1902; Heurtley House, 1902, e Gale House, 1909, a Oak Park). Questa prima fase dell'opera di Wright non manca di presentare agganci al grande filone dell'art nouveau europeo. In Giappone dal 1914 al 1921, realizzò tra l'altro l'Imperial Hotel di Tokyo (1915-23). Successivamente da un lato recuperò tradizioni autoctone (Barnsdall House a Hollywood, 1920, ispirata ai templi maya), dall'altro invece proseguì il discorso sull'abitazione unifamiliare (Storer House a Los Angeles, 1922; Millard House a Pasadena, 1923). La sua produzione si fece scarsa negli anni della crisi del 1929: fu il momento delle riflessioni e delle elaborazioni teoriche utopiche, come il progetto di Broadacre City (1934). La successiva nuova fase creativa trovò espressione in capolavori come la celeberrima Kaufmann House a Bear Run (1936), la "Casa sulla Cascata", e l'edificio della Johnson Wax a Racine (1936-39). Nel 1938 realizzò a Phoenix, nel deserto dell'Arizona, il complesso di Taliesin West, dimora-studio-laboratorio-scuola. Contemporaneamente il tema della casa conobbe uno sviluppo con la serie delle economiche usonian houses (Hanna House a Palo Alto, 1937; altri esempi a Okemos, 1939-40). L'ultima fase dell'attività di Wright fu dedicata in gran parte allo studio di strutture su piante curvilinee o circolari, in uno spazio a spirale, la cui straordinaria concretizzazione fu il Solomon Guggenheim Museum di New York (1946-59).

Alvar Aalto

L'architetto e urbanista finlandese Alvar Hugo Henrik Aalto (Kuortane 1898 - Helsinki 1976) aderì inizialmente al razionalismo e sviluppò quindi un'esperienza originale che si ricollega alla cultura contadina finlandese, divenendo uno dei maggiori esponenti della tendenza "organica" (sede del giornale "Turun Sanomat"; biblioteca di Vijpuri, 1927-35; sanatorio di Paimio, 1928-33). L'edificio è sempre pensato da Aalto come parte di un tutto, e gli insiemi di abitazione sono disposti secondo le curve e gli accidenti del terreno e in contrappunto con i centri urbani o industriali. Lo spazio interno, infine, è stato da lui unificato nel volume e nella struttura e qualificato da pareti curve o irregolari (padiglione finlandese all'esposizione internazionale di New York, 1939; Seniors Dormitory del Massachusetts Institute of Technology a Cambridge, 1947-48; Istituto per le pensioni a Helsinki, 1952-56; Municipio di Säynätsalo, 1950-52; Casa della Cultura a Helsinki, 1955-58; Teatro dell'Opera a Essen, 1959; Scuola superiore politecnica di Otoniemi, 1955-65), nonché dagli arredamenti appositamente creati (mobili per l'Artek, progettati spesso in collaborazione con la prima moglie Aino). Tra le sue altre opere si ricorda la Casa della Finlandia di Helsinki.

Mies Van der Rohe

L'architetto e designer tedesco Ludwig Mies Van der Rohe (Aquisgrana 1886 - Chicago 1972) entrò in contatto con le contemporanee esperienze maturate da W. Gropius e Le Corbusier. Nel primo dopoguerra intervenne vivamente nel dibattito dell'avanguardia, con la partecipazione al Novembergruppe e con i progetti per l'edificio di uffici nella Friedrichstrasse a Berlino (1919) e il grattacielo in vetro e acciaio a pianta ondulata (1919-21). Le opere successive, e specialmente i due progetti per case di campagna (1923-24), mostrano l'influsso determinante in questa fase della poetica neoplastica De Stijl. È l'inizio di un processo astrattivo di purificazione formale, le cui tappe successive sono segnate dai risultati assoluti del padiglione della Germania all'Esposizione Internazionale di Barcellona del 1929 (esempio fondamentale del movimento moderno), della Tugendhat House a Brno (1930) e della casa per la mostra delle costruzioni a Berlino del 1931. Del 1928 è il progetto di risistemazione urbanistica dell'Alexanderplatz di Berlino. Nel 1930 Mies Van der Rohe sostituì H. Meyer alla direzione del Bauhaus. Nel 1937 si trasferì negli Stati Uniti, dove progettò un nuovo campus a Chicago per l'Institute of Technology, realizzato dal 1942, sulla base di un rigoroso impianto unitario a reticolo modulare. La produzione architettonica del periodo successivo si accentrò prevalentemente su un tema "simbolo", quello del grattacielo inteso come puro prisma geometrico di vetro e ferro. Altre sue opere sono: torri di Lake Shore Drive (1950-51, Chicago); Seagram Building di New York (1958-59).

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