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L'arte del '900

Vasilij Kandinskij

Il russo Vasilij Kandinskij (Mosca 1866 - Neuilly-sur-Seine 1944), pittore e anche teorico dell'arte, è considerato il principale iniziatore dell'arte astratta e uno dei più grandi artisti del Novecento. Nel 1896 si trasferì a Monaco, dove studiò pittura e venne in contatto con i caratteri dello Jugendstil , di cui diede un'interpretazione in chiave neoimpressionista e simbolista. I fatti più importanti e decisivi per la definizione teorica e la sperimentazione della nuova pittura non oggettiva maturarono nel periodo 1908-14: fondazione (1909) della Neue Künstlervereinigung (la Nuova unione degli artisti da cui prese vita nel 1911 il Blaue Reiter-Cavaliere Azzurro); l'esposizione a Odessa di Composizione N. 1 (1910, Parigi, Musée National d'Art Moderne), che viene considerato il primo acquerello astratto; la pubblicazione nel 1912 dello strumento essenziale della sua poetica,il saggio Della spiritualità nell'arte; l'incontro con P. Klee (1911); la pubblicazione dell'Almanacco del Blaue Reiter (1912). In questi anni dipinse numerose opere altamente significative, quali Impressione V - Parco (1911, Neuilly-sur-Seine, collezione Nina Kandinskij); Lirico (1911, Rotterdam, Boymans-van Beuningen Museum); Con l'arco nero (1912) e Con macchia rossa (1914, Neuilly-sur-Seine, collezione Nina Kandinskij), attraverso le quali realizzò, in esaltanti cromatismi, una nervosa sintesi delle diverse apparenze del riferimento reale: le forme si organizzano in autonomi organismi vibranti di segno e di colore, che vivono in propri spazi prospettici e in precise dimensioni di tempo (serie delle 35 Improvvisazioni su temi del paesaggio bavarese).

Dalla collaborazione al Bauhaus al peridodo della "sintesi"

Gli anni di insegnamento al Bauhaus di Weimar e di Dessau furono ricchi di attività e di avvenimenti: nel 1924 fondò con gli amici A. Jawlensky, P. Klee e Lyonel Feininger (1871-1956) il gruppo dei Quattro Azzurri (Die Blaue Vier); nel 1926 pubblicò il fondamentale saggio Punto, linea, superficie; nel 1928 realizzò nel teatro di Dessau la messa in scena dei Quadri di una esposizione del compositore M. Musorgskij. In questi anni la pittura di Kandinskij corrisponde a una costruzione compositiva più plasticamente strutturata (Zig zag bianco, Venezia, Museo d'arte moderna, Ca' Pesaro; Reticolo nero, 1922; Giallo-rosso-blu, 1925; Accento rosa, 1926, della collezione parigina di Nina Kandinskij; Freccia nell'arco, 1927, Parigi, collezione privata).

Nel 1933 Kandinskij si trasferì definitivamente a Parigi e tale periodo è noto come quello della "sintesi", perché nella vasta produzione di quegli anni operò una specie di bilancio di tutte le sue esperienze sul filo di una meditazione che ha le sue radici nell'originario patrimonio culturale russo, componente distintiva e qualificante di molte opere di questi anni, nelle quali ricorre anche una componente musicale che provoca nel cromatismo ritmi di sostenuta e serrata cadenza. Tra le sue ultime opere si ricordano: Composizione (1937, Milano, collezione G. Mattioli) e Semplicità (1943, Berna, Musée des Beaux-Arts, fondazione Hermann e Margrit Rupf).

Riepilogando

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