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L'arte delle civiltà antiche

L'arte carolingia

Carlo Magno fu incoronato imperatore da papa Leone III nell'800 (data della nascita del Sacro Romano Impero). Il centro di irradiazione fu Aquisgrana, sede della corte, ma gli impulsi spirituali della cosiddetta Renovatio carolincia, "Rinascenza carolingia", con cui Carlo Magno raccolse alla sua corte i maggiori intellettuali e promosse in tutto l'impero la diffusione delle scuole, trovarono terreno ideale di sviluppo nei monasteri della Francia occidentale, della Renania e della Germania meridionale, dell'Italia settentrionale. Di grande pregio e diffusione la miniatura, la cui produzione giunse ad articolarsi anche in vere e proprie scuole (Tours, Treiori, San Gallo).

 

L'architettura

L'architettura dei monasteri, soprattutto di tipo basilicale, raggiunse splendide espressioni: ne è esempio il complesso di St.-Denis, chiesa abbaziale iniziata nel sec. VII, il cui piano presenta tre navate, il transetto e l'abside con cripta anulare. Allo stesso tipo appartengono l'abbazia di Lorsch e la basilica di Ratisbona. Caratteristica dell'abbazia carolingia è la facciata detta Westwerk: il corpo occidentale della chiesa, verso l'ingresso, presenta due torri laterali che fiancheggiano la facciata. Internamente esse permettevano l'accesso a un loggiato da cui l'imperatore e la sua corte assistevano alle funzioni: un esempio ne è la chiesa del monastero dei Benedettini di Corvey in Sassonia (873-85). Un altro edificio rappresentativo è la famosa Cappella Palatina di Aquisgrana (796-805), a pianta ottagonale, che riflette il tipo di chiesa bizantina a pianta centrale esemplificato dalla chiesa di S. Vitale a Ravenna.

Palazzi e chiese erano adorni di mosaici, tutti andati perduti. Anche della scultura, ampiamente applicata alla decorazione architettonica restano scarse testimonianze. Interessanti le opere in bronzo, come le quattro porte del duomo di Aquisgrana (sec. IX).

L'oreficeria

La maggior parte dei lavori in metallo nobile è andata perduta; quanto è rimasto testimonia l'eccellenza raggiunta con l'impiego di diverse tecniche: sbalzo, incisione, niello, filigrana, incastonatura di pietre preziose, smalto. Si sa che nelle chiese e nei monasteri si trovava grande abbondanza di arredi preziosi e le fonti letterarie documentano l'esistenza di magnifiche pale d'altare d'oro. Grande importanza hanno le decorazioni figurate, con immagini di santi e della Vergine. Capolavoro dell'oreficeria carolingia è l'altare laminato d'oro e d'argento di Vuolvinio (835 ca), in S. Ambrogio a Milano, dove possiamo apprezzare l’opera di questo raffinato artista, che divide elegantemente in quadrati le superfici dell’altare e all’interno di essi, con uno stile mosso ed articolato, narra le storie di Cristo, degli Evangelisti, degli Apostoli e del Santo.

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