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L'arte delle civiltà antiche

Mesopotamia, Persia e Fenicia

La civiltà mesopotamica sorse in seguito a un lungo processo di sedentarizzazione di popolazioni nomadi (Sumeri, Accadi, Assiri ecc.) stabilitesi nella regione storica che comprende la pianura alluvionale tra i fiumi Tigri ed Eufrate tra il Mediterraneo e il Golfo Persico. Durante il Neolitico in questa regione, che verosimilmente fu luogo di scoperta dell'agricoltura, nacquero le prime culture protostoriche di Tell Hassuna e Samarra e, successivamente, di Tell Halaf. A partire dal 3500 a.C. vi si svilupparono i regni e le civiltà dei Sumeri, degli Accadi, degli Assiri e dei Babilonesi. La storia di questa regione fu quindi contrassegnata da un continuo alternarsi di stirpi diverse e da una precaria unità politica.

 

Il periodo predinastico e i Sumeri

La cultura delle popolazioni sumeriche, che ebbe il suo centro a Tell al-Ubaid nella bassa Mesopotamia, si diffuse su tutta l'area mesopotamica. A essa risalgono i primi edifici in mattoni crudi, destinati ad avere pieno sviluppo nel periodo di Uruk (predinastico), tra la fine del IV e l'inizio del III millennio a.C. In quest'epoca si ebbero le prime manifestazioni dell'arte dei Sumeri, popolazione che coesisteva con gli Accadi, dai quali finì per essere parzialmente assimilata; a questo periodo risalgono i primi esempi di architettura monumentale religiosa (tempio di Eridu e tempio Bianco di Uruk). Tra il 2900-2400 a.C.ca il predominio era ancora del Sud, dove fiorì la città di Ur; l'influenza dell'arte sumerica si ritrova a Tell Asmar, Tell Brak, Mari e Hafagah. In questa fase il tempio divenne anche importante centro di attività economica. Solo al tempo della III dinastia di Ur (2112-2004 a.C.) apparve anche il palazzo reale e nello stesso tempo si fissò la tipologia classica della ziqqurat: monumento a forma di monte costituito da una serie di terrazze sovrapposte sulla cui sommità si trova una cella templare, vero e proprio sacrario (templi di Ur, Ur-Nammu, Larsa).

Notevoli durante il periodo protodinastico anche i documenti dell'arte figurativa sui sigilli, vasi di alabastro, tazze e vasi rituali di pietra; comparvero inoltre le prime statue in marmo e gesso e si diffuse una pregevole arte dell'intarsio su metalli preziosi.

 

Gli Accadi

Nella seconda metà del III millennio, pur continuando a essere alimentata dalla linfa sumerica, l'arte degli Accadi, che imposero la propria egemonia nella regione, rivela caratteri e accenti propri. Le poche opere pervenute documentano l'alto livello estetico raggiunto: ne sono testimonianza le sculture, i sigilli e qualche esempio di architettura. Al concetto sumerico della "città-tempio", il regno degli Accadi contrappose quello della "città-stato". L'arte accadica illustra il concetto del re-dio in una delle sue più suggestive opere a rilievo: la famosa stele della vittoria di Nar am-Sin sui Lullubiti (Parigi, Louvre). La fine della dinastia accadica interruppe anche la sua tradizione artistica.

 

Il periodo babilonese

L'arte che si sviluppò dalla fondazione di Babilonia (1894 a.C.) all'invasione hurrita (1550 ca a.C.) è nota solo da resti di città fondate dai Babilonesi e a essi soggette dopo il regno di Hammurabi (1792-1750 a.C.). L'architettura è testimoniata soprattutto dai templi: i templi babilonesi sono articolati in vani su un asse longitudinale con la presenza di un vestibolo, una corte a cielo aperto, un'antecella e una cella.

L'arte figurativa ha come tema fondamentale nella statuaria l'immagine votiva del re e nel rilievo la stele monumentale. Al tempo di Hammurabi si raggiunsero importanti conquiste nella rappresentazione delle figure su una superficie piana, con la visione dell'immagine umana di profilo e con accenni di scorcio.

 

L'architettura e la plastica assira

Agli inizi del sec. XIII a.C. si affermò la potenza assira, che espresse un'arte nuova, laica.

Al periodo protoassiro (1244-1078 a.C.) corrispose un'intensa attività edilizia. Imponenti palazzi sorsero nella capitale Assur; si ampliarono strutture esistenti, si ricostruirono ampliandoli edifici distrutti. Fu portato a compimento il palazzo iniziato da Salmanassar I (1274-1245 a.C.).

Nel periodo neoassiro (935-625 a.C.) l'attività edilizia ebbe un ulteriore incremento: complessi sistemi idraulici portarono l'acqua del fiume Zab alla nuova capitale Kalakl (Nimrud), cinta da mura con torri e porte. Vi furono costruiti la grande torre (ziqqurat), templi e la superba reggia, le cui stanze erano decorate da serie di bassorilievi con scene di guerra e di caccia.

L'ambizione costruttiva si accentuò sotto il regno di Salmanassar III (858-824 a.C.), con una fioritura della scultura e del bassorilievo, che registravano con estremo realismo avvenimenti di guerra. Nuovo vigore di modellato venne espresso anche nel metallo lavorato a sbalzo, con il quale il re faceva rivestire le porte del suo palazzo di Imgur-Bel (Balawat). Improntate a un nuovo ordine urbanistico furono le progettazioni realizzate da Sennacherib (705-681 a.C.) nella nuova capitale Ninive, munita di mura possenti, con acropoli, che racchiudevano palazzi reali, edifici amministrativi e templi. Con Assurbanipal (668-627 a.C.) si conclusero il regno assiro e la sua attività artistica, in cui una nuova e più sciolta libertà d'ispirazione aveva portato la ricerca estetica al piacere del particolare pittoresco.

 

Il periodo neobabilonese

I brevi ma gloriosi anni dell'impero neobabilonese (626-539 a.C.), creato da Nabopolassar (625-605 a.C.) e da suo figlio Nabucodonosor II (605-562 a.C.), portarono a un'originale rielaborazione culturale, colma di reminiscenze e di riferimenti al passato. In questo periodo Babilona divenne il "centro del mondo", non solo della regione. Fu innalzata la torre che ambiva a salire fino al cielo (la biblica Torre di Babele) e furono costruiti templi dedicati alle varie divinità, il viale delle processioni con la porta di Istar, le residenze dei sovrani.

 

I persiani

L’architettura persiana mescolava le caratteristiche di monumentalitàNel 539 a.C., Ciro, sovrano di Persia entrava e liberava Babilonia. Famoso per la sua tolleranza con i popoli sottomessi, assieme al figlio Cambise fondò uno degli imperi più vasti dell’antichità, espandendosi addirittura in Egitto. Dario tentò addirittura di conquistare la Grecia, ma venne sconfitto a Maratona ed il figlio Serse a Salamina. La sconfitta decisiva si ebbe, poi, nel 331 a.C. ad opera di Alessandro Magno su Dario III. delle costruzioni religiose mesopotamiche, come i gradoni ad alcune peculiarità dell’edilizia egizia, come le sale a colonne. L’arte figurativa, prevalentemente impiegata come decorazione ai palazzi, è per lo più costituita da rappresentazioni processionali, dove la ripetizione di medesimi personaggi dà un senso di monotonia, sebbene riscattata dalla bellezza dei colori, comunque funzionale ad esprimere una certa immobilità astratta, utile a rappresentare l’immutabilità del potere (vedi palazzo di Dario a Persepoli V sec a.C.).

 

I fenici


Questo popolo comincia ad emergere intorno al 1200 a.C. nella zona che oggi corrisponde al Libano. Famosi soprattutto per le loro qualità di mercanti e navigatori, i fenici furono
responsabili, a causa dei continui spostamenti, di una certa qual comunanza culturale mediterranea. La loro conoscenza di luoghi e civiltà diverse e progredite, come ad esempio quella egizia ed in seguito quella greca ha favorito la presenza di numerose influenze nell’arte funeraria, con l’utilizzo del sarcofago (Egitto) e della maschera d’oro per il defunto (Grecia).

 

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