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L'arte rinascimentale

Beato Angelico

Fra' Giovanni da Fiesole, al secolo Guido di Pietro detto Beato Angelico (Vicchio di Mugello ca 1400 - Roma 1455), elaborò un personale linguaggio pittorico, spiritualizzato ma aderente al tempo, che si rivelò poi determinante nello svolgimento della pittura toscana.

Le suggestioni e le opere giovanili

Già suggestionato dalla lineare e vibrante pittura di Lorenzo Monaco (ca 1370-1423), dal decorativismo tardogotico dei miniaturisti fiorentini e dal magistero artistico di Do-
natello e L. Ghiberti, recepì in particolare la lezione di
Masaccio. Tra il 1418 e il 1423 entrò nell'ordine dome-
nicano presso il convento di Fiesole, per il quale eseguì il Trittico di S. Pietro Martire (ca 1428-29, Firenze, Museo di S. Marco).

L'adesione allo spirito rinascimentale

Con la nuova strutturazione spaziale e prospettica delle opere successive (Incoronazione della Vergine, 1433, Parigi, Louvre; Annunciazione, 1430-35, Madrid, El Prado; il Giudizio Universale, Firenze, Museo di S. Marco), aderì compiutamente allo spirito rinascimentale, soprattutto col grande Tabernacolo dei linaioli (1433; Museo di S. Marco), che nell'impostazione della Madonna ricorda la composizione masaccesca della tavola della Madonna con sant'Anna. Intorno al 1435 dipinse l'Annunciazione (Cortona, Museo diocesano), la Deposizione, già in S. Trinità, e la Deposizione per la chiesa del tempio (entrambe al Museo di S. Marco). Dal 1438 al 1447 l'artista lavorò al Convento di S. Marco, affrescando la grande Crocifissione del capitolo e numerose scene nel chiostro e nelle celle (Annunciazione, Trasfigurazione, Incoronazione della Vergine). Agli inizi del 1446 l'Angelico era a Roma, dove eseguì la decorazione di vari ambienti dei palazzi vaticani. Della sua attività romana rimangono oggi solo gli affreschi della cappella Niccolina con Storie dei protomartiri Stefano e Lorenzo. Morì durante un secondo soggiorno romano, dopo aver iniziato la decorazione della cappella di S. Brizio nel Duomo di Orvieto.

Il significato della sua pittura

La pittura dell'Angelico, carica di senso mistico, è l'esaltazione di una bellezza pura e trascendente che si sfuma nella suggestiva luminosità cromatica e si concretizza nella quasi miniaturistica definizione delle figure e delle cose. Il tutto fondato e nutrito dalle acquisizioni culturali e artistiche più recenti.

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