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L'arte rinascimentale

Il mecenatismo nell'Italia centrale

Nell'Italia centrale assurse a grande centro di cultura artistica Rimini: vi operarono l'Alberti (Tempio Malatestiano), Piero della Francesca, scultori, decoratori e medaglisti. A poca distanza, Federico II da Montefeltro fece di Urbino la sede di una corte raffinatissima, presso la quale operarono architetti come L. Laurana e Francesco di Giorgio Martini, pittori italiani (Piero della Francesca, Paolo Uccello) e stranieri (il fiammingo Giusto di Gand, lo spagnolo Pedro Berruguete, 1450-1506), maestranze di scultori e decoratori; in tale clima culturale maturarono le eccelse esperienze del Bramante e di Raffaello. Pietro Perugino ebbe invece un ruolo fondamentale nella diffusione della scuola umbra.

Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini

L'architetto dalmata Luciano Laurana (Zara 1420 - Pesaro 1479) e il pittore, scultore, architetto e trattista senese Francesco di Giorgio Martini (1439-1502), furono chiamati, a distanza di dieci anni l'uno dall'altro, alla corte urbinate di Federico da Montefeltro. Laurana fu autore del Palazzo Ducale (1466-72). A partire dal 1477 Francesco di Giorgio Martini subentrò al Laurana come architetto del palazzo stesso e realizzò la chiesetta di S. Bernardino, ma soprattutto fu l'artefice del piano di ristrutturazione territoriale del ducato impostato da Federico. Nel 1490, dopo aver lavorato per diversi anni a Siena come architetto ufficiale della città, Martini venne chiamato in qualità di consulente e tecnico a Milano (1490), dove fu accanto a Leonardo e a Bramante per il tiburio del Duomo e per il Duomo di Pavia.

Il Perugino

Pietro Vannucci, detto il Perugino (Città della Pieve 1445/50 - Fontignano 1523), fu allievo a Firenze del Verrocchio, dal quale apprese l'arte del chiaroscuro e della linea. Subì l'influenza di Piero della Francesca e di L. Signorelli, evidente nell'armoniosa solidità plastica delle sue figure, rivestite con colori morbidi e chiari e immerse in uno spazio atmosferico aperto e luminoso. Tra i dipinti giovanili le Madonne (musei di Parigi, Londra, Berlino) e alcuni dei pannelli con Storie di S. Bernardino (Perugia, Pinacoteca). Alla corte papale a Roma fu presente dal 1478; nel 1481-82 lavorò alla decorazione ad affresco della Cappella Sistina, accanto a S. Botticelli, a C. Ghirlandaio, al fiorentino Cosimo Rosselli (1439-1507) con Storie di Mosè e Storie di Cristo, tra cui la celebre Consegna delle chiavi a S. Pietro, che ebbe valore propositivo per il giovane Raffaello. Tra le altre sue opere vanno ricordate: Apollo e Marsia (Parigi, Louvre); Visione di S. Bernardo (Monaco, Alte Pinakothek); affreschi (1496-1507, Perugia, Collegio del Cambio); pannello con la Lotta tra Amore e Castità, eseguito per lo studio di Isabella d'Este (ora a Parigi, Louvre).

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