Dopo la morte di Darwin la teoria evolutiva fu sostenuta
con fermezza o fortemente contestata. Tuttavia, molti punti oscuri della teoria
sono stati chiariti, e sono state confermate numerose prove a sostegno
dell'evoluzione. Diverse scienze hanno contribuito a fornire le prove alla
teoria dell'evoluzione: la paleontologia, l'anatomia comparata, l'embriologia,
la biochimica, la biogeografia.
- La testimonianza dei fossili: il loro studio rivela una
graduale successione di forme che variano nel tempo, dalle più semplici alle più
complesse: gli strati rocciosi più superficiali e quindi più recenti contengono
organismi più simili a quelli attuali; quelli più profondi, e più antichi, forme
con maggiori differenze.
- L'analogia delle strutture: molte specie non imparentate
che vivono nello stesso ambiente mostrano strutture simili nella morfologia
esterna, ma di diversa origine anatomica; per esempio, le pinne delle foche
(mammiferi) e dei pinguini (uccelli). Questa convergenza evolutiva (v. fig. 9.1)
dimostra che la selezione naturale ha favorito in organismi diversi, presenti in
uno stesso ambiente, adattamenti simili.
- L'omologia fra strutture diverse: in molte specie
adattate ad ambienti diversi si osservano strutture morfologiche diverse, ma con
una struttura di base simile; questo confermerebbe la derivazione da un comune
antenato (per esempio, l'arto dei tetrapodi è formato dalle stesse ossa,
modificate dall'adattamento nel corso dell'evoluzione in ali o pinne).
- Presenza di strutture vestigiali, o residuali: in alcune
specie si riconoscono organi molto ridotti, non più funzionali, ben sviluppati
invece in altre specie. Anche in questo caso sarebbero resti di una comune
struttura ancestrale non più utile all'adattamento (per esempio, nell'uomo le
ossa del coccige sarebbero "avanzi" della coda dei mammiferi).
- La somiglianza degli stadi embrionali precoci di animali
di gruppi diversi si spiega ammettendo un lontano antenato comune (v. fig. 9.2).
- Le basi biochimiche della vita (DNA, proteine ecc.) sono
comuni a tutti gli esseri viventi: questo confermerebbe una derivazione comune
di tutti i viventi da uno stesso organismo primigenio.
- L'enorme diversità di specie
esistenti: i diversi gradi di somiglianza permettono di stabilire legami evolutivi più
o meno stretti e ricostruire la storia evolutiva degli organismi. Su
questi caratteri comuni si basa anche la classificazione degli esseri viventi,
che rispecchia lo sviluppo delle grandi linee evolutive. Oggi, le tecniche di sequenziamento
del DNA permettono un confronto diretto e molto preciso dei geni di specie
diverse.
- La distribuzione geografica dei viventi: alcune specie si
trovano solo in una regione isolata o in un dato continente. Questo può essere
spiegato dalla differente storia evolutiva delle singole specie, avvenuta dopo
che sono state separate geograficamente da eventi geologici.
- L'evoluzione in atto: a conferma della continuità del
processo evolutivo basterebbero alcuni esempi di modificazioni di specie
osservati in brevi intervalli di tempo. Per esempio, la rivoluzione
industriale ha favorito le specie che si sono adattate a un nuovo ambiente,
più ricco di fumi inquinanti (melanismo industriale); l'uso dei pesticidi ha
favorito gli insetti resistenti; l'uso degli antibiotici la resistenza di
alcuni ceppi batterici.