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L'AIDS

L’AIDS, o sindrome da immunodeficienza acquisita, è una malattia virale epidemica determinata dal virus HIV (human immunodeficiency virus), un retrovirus che agisce sul patrimonio genetico della cellula infettata. Il virus colpisce in modo specifico i linfociti T helper (importantissimi nell’attivazione della risposta immunitaria dell’organismo) e i macrofagi. Si instaura una reazione di tipo autoimmune, cioè viene meno la capacità di distinguere gli antigeni dal self, per cui le cellule T o gli anticorpi attaccano i tessuti dell’organismo. Questa reazione autoimmune sommata all’effetto del virus porta alla distruzione delle cellule infettate, con conseguente scompaginamento di tutto il sistema immunitario (immunodeficienza). La malattia è trasmessa per contatto con i liquidi organici (in particolare, sangue, sperma, secrezioni vaginali) di soggetti infetti. I soggetti che contraggono l’AIDS, con l’indebolimento del loro sistema immunitario, diventano suscettibili a numerose infezioni, specialmente da funghi e protozoi; aumenta anche la suscettibilità a particolari tipi di tumori. Si pensa che il virus HIV sia antico quanto l’uomo e sia originario dell’Africa centrale (inizialmente presente in alcune scimmie, in seguito a mutazioni genetiche il virus sarebbe divenuto patogeno anche per l’uomo). Le prime manifestazioni della malattia furono osservate ad Haiti e tra le comunità omosessuali californiane; l’accertamento dei primi casi avvenne nel 1979 a New York e nel 1983 alcuni ricercatori dell’Istituto Pasteur di Parigi riuscirono a isolare un retrovirus dal linfonodo di un paziente. La terapia è per ora diretta più che altro alla cura delle singole patologie; la difficoltà di individuazione di un vaccino efficace è legata all’enorme variabilità genetica del virus e alla sua capacità, come retrovirus, di integrarsi nella struttura genetica dei linfociti.