Per tener conto della variazione di energia interna di un sistema chimico e del lavoro da esso compiuto sull'ambiente, è utile introdurre una nuova funzione di stato detta entalpia (H), legata all'energia interna dalla seguente espressione:
Per trasformazioni a pressione costante la sua variazione sarà:
Ma essendo (equazione 2):
si otterrà:
La relazione (5) ci dice che la variazione di entalpia rappresenta il calore di reazione misurato a pressione costante. Poiché le reazioni chimiche avvengono generalmente a pressione costante, si considera il calore scambiato pari alla variazione di entalpia, ossia alla differenza fra il contenuto termico dei prodotti e dei reagenti a pressione costante:
Nelle reazioni esotermiche il contenuto termico dei reagenti è maggiore a quello dei prodotti, per cui ΔH < 0.
Nelle reazioni endotermiche il contenuto termico dei prodotti è maggiore di quello dei reagenti, per cui ΔH > 0.
La conoscenza dei valori di entalpia delle sostanze consente molte applicazioni pratiche, ma poiché l'entalpia dipende dalla pressione e dalla temperatura, è necessario per renderne confrontabili i valori, riferirsi alle entalpie determinate fissando condizioni standard (25 °C e 1 atm).
Si definisce entalpia di formazione standard (o calore di formazione standard) di un composto la variazione di entalpia, indicata come Δ H°f, connessa alla formazione di una mole di composto a partire dagli elementi, in condizioni standard (v. tab. 13.1).
Poiché non è possibile misurare l'entalpia assoluta degli elementi, si è convenuto di assegnare a tutti gli elementi un'entalpia standard, H°, uguale a zero.
Le relazioni Δ U = Qv (3) e Δ H = Q (5) consentono di mettere in relazione i calori specifici con le funzioni di stato U e H. Si definisce calore specifico (c) di una sostanzala quantità di calore (espressa in calorie) necessaria per aumentare di 1 °C la temperatura di 1 g di sostanza.
Il calore specifico molare, o calore molare, è il prodotto del calore specifico per la massa molecolare. Per i gas, il calore molare può avere due valori diversi a seconda che il calore venga fornito a pressione costante (cp) o a volume costante (cv). Ossia:
Applicando l'equazione di stato dei gas si dimostra che cp − cv = R = 1,98 cal · mol−1 · K−1, cioè la differenza tra cp e cv rappresenta il lavoro per l'espansione di una mole del gas quando viene riscaldato di 10 °C a pressione costante.
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