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L'azienda e il mondo esterno

Gli stakeholder

Abbiamo già parlato degli stakeholder, i portatori di interessi nei confronti dell'impresa. Nella misura in cui si identifica un interesse aziendale a una duratura vita economica, i singoli stakeholder possono essere considerati esterni, anche quando si tratta degli azionisti, dei manager, dei lavoratori dipendenti. Si è già discusso, in particolare, del rapporto, delicatissimo per la vita dell'azienda, tra conferenti di capitale di rischio e manager, gli uni interessati a un'alta remunerazione del loro investimento, gli altri attratti da prospettive di maggior potere e dalle prerogative che lo accompagnano. Si è accennato anche alla necessaria coincidenza di interessi, in linea di principio, tra l'azienda e i prestatori di lavoro. La collaborazione dei lavoratori è indubbiamente una condizione favorevole alla prosperità prolungata nel tempo e allo sviluppo dell'impresa, e queste sono a loro volta condizioni che favoriscono la sicurezza dei lavoratori e i riconoscimenti dei loro sforzi. Questa armonia non è però da dare per scontata. Là dove tale comunanza di interessi stenta ad affermarsi, i prestatori di lavoro – soggetto debole – si tutelano facendosi rappresentare dai sindacati e rafforzandone il ruolo di negoziatori di molti aspetti del rapporto di lavoro.

Fondamentale è ovviamente l'interesse dei clienti, la cui soddisfazione rappresenta lo scopo sociale dell'esistenza dell'impresa. Ogni impresa, infatti, dal punto di vista sociale è una mobilitazione di capacità tecnico-professionali specifiche e di capitali al servizio di specifiche esigenze economiche della clientela.

Gli interessi da privilegiare sono dunque tre: quelli dei conferenti capitale di rischio, quelli dei prestatori di lavoro e quelli dei clienti.

La comunicazione d'impresa

Nei confronti degli stakeholder l'impresa svolge un'attività di promozione, pubblicizzazione e marketing al fine di fornire informazioni sulla propria mission. Spesso, però, con l'espressione "comunicazione d'impresa" ci si riferisce soprattutto alla funzione informativa del bilancio d'esercizio, volto a soddisfare le esigenze conoscitivo-operative di tutti i soggetti che direttamente o indirettamente sono interessati alle vicende e ai risultati dell'impresa. Tra questi è opportuno ricordare: 1) gli organi di governo aziendale (amministratori e loro stretti collaboratori), che utilizzano, in tutto il processo decisionale e di controllo, informazioni prevalentemente di natura contabile e amministrativa; 2) i conferenti capitale di rischio (azionisti) e i potenziali investitori, ai quali interessa conoscere quale sia la redditività dell'azienda e la sua solidità patrimoniale, per poter valutare la remunerazione del capitale prestato e apprezzare il rischio cui è soggetto l'investimento attuato o attuabile; 3) i conferenti capitale di credito (istituti di credito, obbligazionisti ecc.), i quali desiderano apprezzare le prospettive di reddito e di rimborso dei loro crediti; 4) l'amministrazione pubblica, che vuole accertare se l'impresa si è sottratta o meno al pagamento delle imposte dovute; 5) i lavoratori dipendenti (e con essi le organizzazioni sindacali che ne tutelano gli interessi), che desiderano soddisfare i loro interessi economici essendo l'azienda la fonte delle loro remunerazioni, monetarie e non monetarie; 6) i terzi (clienti, fornitori, consumatori ecc.) che hanno rapporti di scambio con l'impresa. Sulla base delle tipologie d'informazioni comunicate, il bilancio di esercizio si distingue in bilancio interno e bilancio esterno. Il bilancio interno – denominato anche riservato – si propone di portare a conoscenza di chi ha la responsabilità della gestione aziendale le grandezze del reddito di esercizio e del capitale di funzionamento; il bilancio esterno – denominato anche bilancio destinato a pubblicazione – intende portare a conoscenza dei terzi estranei al processo di rilevazione, ma comunque interessati al divenire dell'impresa, informazioni riguardanti il suo stato e il suo andamento.

La legislazione attuale riconosce il diritto all'informazione non solo agli azionisti ma anche ai terzi e alla collettività. Pertanto, vige l'obbligo di comunicare mediante il bilancio destinato a pubblicazione: il valore del reddito prodotto dall'impresa in un dato periodo di tempo, allo scopo di avere una base corretta per effettuare consapevoli prelevamenti di utili e di poter quantificare il reddito fiscale di periodo da sottoporre a tassazione; le informazioni utili a tutti i soggetti variamente interessati alla performance dell'impresa.

Una forma particolare di comunicazione d'impresa riguarda le investor relation. Si tratta dell'insieme organizzato di attività e relazioni che un'impresa svolge al fine di gestire i rapporti societari con il proprio azionariato, anche quello prospettico. Tali attività hanno lo scopo di stabilire e mantenere, in occasione dei principali momenti della vita aziendale (assemblee dei soci, quotazioni in borsa, acquisizione di quote, emissioni di prestiti obbligazionari, relazioni di bilancio ecc.), rapporti di conoscenza e fiducia con i propri azionisti, sulla base di criteri di evidenza e trasparenza. Presenti in modo particolare nelle società di capitale, possono essere svolte direttamente dall'azienda o curate da società esterne.

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