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Microeconomia

Equilibrio economico generale e metodo macroeconomico

L'equilibrio economico generale analizza il sistema economico nel suo complesso. In che cosa si differenzia dall'analisi macroeconomica? Come abbiamo visto, la teoria dell'equilibrio economico generale studia il funzionamento simultaneo di tutti i mercati a partire dal comportamento razionale dei singoli agenti.

Nell'analisi macroeconomica, si considerano comportamenti aggregati del sistema: il consumo, il risparmio ecc. Tutte le imprese sono raggruppate come in un unico soggetto e così tutte le famiglie. Gli innumerevoli mercati del sistema economico sono ridotti a quattro: mercato del lavoro, del prodotto, dei capitali, della moneta.

Critiche alla teoria dell'equilibrio

Nell'ambito della teoria economica il termine equilibrio è stato tradizionalmente considerato come sinonimo di “stato auspicabile di quiete” in cui possono trovarsi (o a cui devono tendere) le variabili economiche coinvolte nel modello impiegato per descrivere un fenomeno economico. Tale accezione, le cui radici possono essere fatte risalire ai lavori di David Ricardo (1772-1823), ha però incontrato negli ultimi anni non poche critiche, fondate principalmente sulla constatazione che il concetto di auspicabilità sottende un atteggiamento conservatore (cioè poco incline al perfezionamento o al superamento delle teorie economiche dominanti) mentre quello di quiete esclude a priori la possibilità che possano aversi equilibri che evolvono dinamicamente nel tempo (ovvero che l'economia possa continuare a trovarsi in equilibrio anche se le grandezze che la caratterizzano non sono costanti).

Equilibrio competitivo e benessere

Il processo che trasforma la dotazione iniziale di risorse in una nuova allocazione attraverso il libero scambio sul mercato delle risorse di ciascuno ha la proprietà di generare situazioni in cui non è possibile aumentare il benessere di uno degli agenti senza diminuire contemporaneamente il benessere di qualcun altro. Tale situazione è detta ottimo paretiano. Tuttavia, non esiste una sola situazione di ottimo paretiano, bensì ne esistono diverse, a seconda delle dotazioni iniziali di risorse. A partire da una certa distribuzione delle risorse, il sistema di mercato è in grado di condurre a un'allocazione efficiente. Nulla si può affermare, invece, in merito all'equità di tale allocazione.

Se l'allocazione iniziale è ingiusta, la riallocazione generata dal mercato raramente è in grado di raggiungere livelli soddisfacenti di equità sociale. Per questo il meccanismo di mercato può e deve essere integrato per mezzo di un intervento pubblico che redistribuisca – per esempio, attraverso il sistema fiscale – le dotazioni iniziali prima di lasciare operare il mercato.

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