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Microeconomia

Il monopolio bilaterale

Un mercato in cui siano presenti un solo venditore e un solo compratore viene detto monopolio bilaterale.

Si tratta di una situazione, peraltro assai rara, in cui si ha monopolio dal lato dell'offerta e monopsonio da quello della domanda. Per definizione, il monopsonio è un mercato in cui esiste un solo compratore e, in virtù di ciò, questi ha la capacità di influenzare il prezzo del bene scambiato. In particolare, il potere monopsonistico consente all'unico acquirente di pagare un prezzo inferiore a quello che prevarrebbe in un mercato concorrenziale. Ciò è equivalente al risultato che si ottiene in caso di monopolio, ove il prezzo che il venditore è in grado di imporre ai compratori è superiore a quello concorrenziale. Tuttavia, il fatto che il prezzo prevalente in monopsonio sia inferiore rispetto al caso in cui più compratori sono in concorrenza fra loro non deve portare alla conclusione che tale situazione sia socialmente desiderabile. Infatti, poiché l'offerta è tanto più alta quanto maggiore è il prezzo, in un monopsonio la quantità scambiata è inferiore. Si possono individuare allora due fonti di riduzione dei profitti dei venditori (rispetto a un caso di concorrenza): la prima è dovuta alla diminuzione del prezzo, mentre la seconda è imputabile al fatto che tale diminuzione viene ripartita su un ammontare di vendite inferiore. L'aumento della rendita del consumatore, dovuta al suo potere monopsonistico, da sola non è sufficiente a compensare la perdita sopportata dal lato dell'offerta. Di conseguenza il monopsonio, esattamente come il monopolio, si traduce in una perdita secca di benessere sociale.

Siccome in un monopolio bilaterale il potere di mercato viene esercitato sia dal lato della domanda che da quello dell'offerta, è difficile prevedere a priori quale sarà l'equilibrio di mercato che si imporrà, ovvero quale sarà la quantità offerta e il prezzo. La soluzione dipende infatti dal potere relativo dei due agenti: se il monopolista è più forte, il prezzo e la quantità scambiata si avvicineranno a quelli di monopolio, viceversa se prevale il monopsonista. In generale, le parti danno luogo a un processo di contrattazione e chi ha maggiore potere contrattuale è in grado di ottenere una soluzione che più si avvicina alla propria preferita.

Un esempio di monopolio bilaterale: il mercato del lavoro

Nella realtà è assai raro riscontrare la presenza di monopsoni puri, mentre più comuni sono i mercati in cui un numero limitato di acquirenti competono fra di loro, ovvero il caso di oligopsonio. Tuttavia, un esempio tipico di monopolio bilaterale può essere riscontrato sul mercato del lavoro. È infatti frequente che i lavoratori si riuniscano in un sindacato, che si trova quindi a offrire la capacità lavorativa dei propri iscritti come un monopolista. Può darsi inoltre che una certa impresa si trovi a essere l'unica “acquirente” di lavoro, per esempio, in un mercato del lavoro locale. Ecco quindi che si crea un monopolio bilaterale e, dal momento che la quantità di lavoro scambiata (e dunque, in ultima analisi, il numero di lavoratori assunti) è verosimilmente inferiore a quella concorrenziale, la presenza di sindacati viene talvolta indicata come una delle possibili cause di esistenza di disoccupazione.

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