Il novecento

Gli anni della prima guerra mondiale

Negli anni attorno alla prima guerra mondiale, accanto alle figure di Joyce, Lawrence e Virginia Woolf, altri scrittori diedero un valido contributo al rinnovamento del romanzo.

Ford Madox Ford

Ford Madox Ford è lo pseudonimo di Ford Herman Hueffer (1873-1939), nato a Merton, nel Surrey, ma di origine tedesca. Collaborò con J. Conrad e fondò "The English Review"(1908) e "The Transatlantic Review". Tra le sue numerosissime opere le più note sono i romanzi The good soldier (Il buon soldato, 1915) e la tetralogia The Tietjens tetralogy (La saga di Tietjens, 1924-28), ripubblicata nel 1950 con il titolo Parade's end (Fine della parata), fondata sulle sue esperienze di guerra. In entrambi Ford analizza acutamente l'interdipendenza fra i malesseri del singolo e i mali della società, il conflitto tra apparenza e realtà, condizionato da una visione pessimistica e persino tragica della vita e dei rapporti interpersonali. La sua estrema attenzione alla tecnica e alla forma rende talvolta le sue opere formalmente perfette, ma povere di vita ed emozione. Egli preferisce procedere narrativamente presentando una vicenda nello specchio della coscienza di un osservatore, il narratore stesso o un personaggio importante; è un metodo che ricorda la tecnica del "flusso di coscienza", rifacendosi in parte all'idea joyciana di "epifania" e in parte a quella della Woolf, secondo cui la realtà è un'evanescente intuizione soggettiva.

Wyndham Lewis

Wyndham Lewis (1884-1957), nato in Canada, fu pittore, romanziere e brillante critico. Studiò a Londra, dove fondò nel 1914 con Ezra Pound la rivista "Blast", nella quale compariva il manifesto del "vorticismo". Nemico dichiarato delle avanguardie, prese in seguito di mira le mode culturali dominanti nel romanzo The apes of God (Le scimmie di Dio, 1930), che era un'aperta satira del gruppo di Bloomsbury, un gruppo di intellettuali (frequentato da V. Woolf) critici e anticonformisti. Prima favorevole e poi ostile al nazismo (The cult of Hitler and how it will end, Il culto di Hitler e come finirà, 1939), trascorse gli anni della seconda guerra mondiale in Canada, ritornando in Inghilterra nel 1945. Nel suo capolavoro, la trilogia The human age (L'età umana, 1928-55), espresse il proprio rifiuto verso la civiltà delle macchine. Nei saggi Time and the western man (Il tempo e l'uomo occidentale, 1927) Men without art (Uomini senza arte, 1934) elaborò un'estetica vicina a quella di T.S. Eliot. Pur non condividendo il punto di vista degli sperimentalisti e non potendo essere considerato un innovatore, Lewis scrisse romanzi che mostrano forza e vigore.

Riepilogando

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