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Il novecento

Gli scrittori degli anni Venti

Gli anni del primo dopoguerra furono anni difficili, di inquietudine, dubbio e incertezza: il vecchio mondo era ormai finito, ma nessuno riusciva ancora a individuare quali sarebbero stati i nuovi valori e gli ideali in grado di sostituire i precedenti. La visione negativa di Freud della natura umana, che avrebbe esercitato una fortissima influenza su molti scrittori del periodo, aveva sostituito la fede nell'uomo-creatura razionale e la guerra aveva dato ampia testimonianza degli istinti violenti e distruttivi. La diffusione dell'idea di Freud, secondo cui le convinzioni intellettuali non sarebbero altro che razionalizzazioni dei bisogni e desideri inconsci che determinano in ultima analisi il comportamento dell'uomo, ebbe come conseguenza una diffusa sensazione di disgregazione di tutti i valori, creando un atteggiamento di amara disillusione, scetticismo e pessimismo sul futuro dell'uomo, che tuttavia non escludeva il ricorso all'ironia e alla satira tipiche della letteratura britannica.

Norman Douglas (1868-1952) cominciò a scrivere agli inizi del Novecento; insoddisfatto del mondo letterario londinese, trascorse quasi tutta la vita nell'Italia del sud e a Capri; proprio l'Italia gli ispirò il saggio Old Calabria (Calabria antica, 1915), una penetrante indagine sociale e politica, specialmente sul brigantaggio, e i romanzi South wind (Vento del sud, 1917), They went (Essi andarono, 1920) e In the beginning (Al principio, 1927).

Ronald Firbank (1886-1926), educato in Francia e in Inghilterra, si convertì al cattolicesimo nel 1908. Viaggiò in Francia, Italia, Nord Africa e nelle isole caraibiche. Il suo primo romanzo fu Odette d'Antrevernes (1905), al quale seguirono altre opere ispirate spesso dai soggiorni esotici: Inclinations (Inclinazioni, 1916), Caprice (Capriccio, 1917), The flowers beneath the foot (Fiori calpestati, 1923), Concerning the eccentricities of Cardinal Pirelli (Il cardinal Pirelli, 1926) e The artificial princess (La principessa artificiale, 1934 postumo). I suoi romanzi, popolati da personaggi eccentrici e basati sul dialogo brillante e raffinato, diedero un valido contributo allo sviluppo del romanzo comico moderno, influenzando le prime opere di A. Huxley ed Evelyn Waugh.

Aldous Huxley

Aldous Huxley (1894-1963) studiò a Eton e a Oxford. Visse molti anni in Italia (1923-1930), viaggiò in Europa e in India, infine si stabilì negli Stati Uniti, dove morì a Hollywood. I suoi primi romanzi riflettono la crisi dell'Inghilterra dopo la prima guerra mondiale: Crome yellow (Giallo cromo, 1921), Antic hay (Passo di danza, 1923), Point counter point (Punto contro punto, 1928) sono esempi di romanzo-saggio dove il dialogo, la trama e i personaggi fungono da pretesti per comunicare le proprie teorie. Huxley descrisse la vita della Londra degli anni Venti, dandone una versione desolata di un mondo svuotato da qualsiasi valore religioso e morale, ormai alla deriva. Predilesse la forma della satira rivolta contro la futile borghesia inglese. La satira diventa incubo nel suo romanzo più famoso, Brave new world (Il mondo nuovo, 1932), una caricatura devastante del progresso scientifico, che ritrae una nuova razza di uomini allevati artificialmente e condizionati da uno Stato mondiale in cui si pretende di abolire il dolore e quindi il bello. A partire da Eyeless in Gaza (La catena del passato, 1936) e nei romanzi successivi (After many a summer, Dopo molte estati, 1939; Ape and essence, La scimmia e l'essenza, 1948; The island, L'isola, 1962) sembra evidente un cambiamento nell'atteggiamento dell'autore: il senso della catastrofe che incombe sul genere umano si fa sempre più acuto, ma Huxley pare interessato a mettere in guardia l'uomo dalle forze distruttive che minacciano il suo futuro, senza per questo mai smettere di sperare in un suo rinnovamento morale e intellettuale. Egli trova rifugio nell'utopia: The island, suo testamento spirituale, descrive un'immaginaria isola indiana che resiste alla barbarie delle macchine grazie all'illuminato governo di un filosofo. Le ultime opere, The perennial philosophy (Filosofia perenne, 1945), The doors of perception (Le porte della percezione, 1954), Brave new world revisited (Ritorno dal mondo nuovo, 1956), hanno un carattere filosofico e mistico più accentuato.

Evelyn Waugh

Evelyn Waugh (1903-1966) fu il romanziere più arguto e brillante della sua generazione. Laureatosi a Oxford, per un breve periodo insegnò in varie scuole private, prima di volgersi alla letteratura. Raggiunse subito la notorietà con i primi romanzi, che mostravano scioltezza di stile e un tono satirico e umoristico: Decline and fall (Declino e caduta, 1928), Vile bodies (Corpi vili, 1930), quadro assai vivo dell'atmosfera futile e frenetica della Londra benestante degli anni Venti; A handful of dust (Una manciata di polvere, 1934), storia di un marito abbandonato e distrutto, moralmente e spiritualmente, dalla moglie. Negli anni Trenta Waugh viaggiò in Europa, Africa, Oriente e Messico. Nel 1930 si convertì al cattolicesimo. Pubblicò un altro romanzo satirico di successo, Put out more flags (Sempre più bandiere, 1942), sulla seconda guerra mondiale. In Brideshead rivisited (Ritorno a Brideshead, 1945) Waugh mostra per la prima volta un interesse profondo per i problemi religiosi. Tra le opere successive particolarmente interessante è la trilogia antimilitarista Men at arms (Uomini alle armi, 1952), Officers and gentlemen (Ufficiali e gentiluomini, 1955) e Unconditional surrender (Resa incondizionata, 1961), ripubblicata nel 1965 con il titolo Sword of honour (Spada d'ordinanza), forse il miglior romanzo pubblicato in Inghilterra sulla seconda guerra mondiale.

Scrittrici del periodo

I temi dell'incomunicabilità, della solitudine femminile, della famiglia e della morte sono affrontati da alcune scrittrici del periodo attraverso la tecnica del "flusso di coscienza" (Ivy Compton-Burnett) oppure la satira arguta venata di psicologismo (Elizabeth Bowen) o l'indagine psicologica e l'evocazione espressionistica di paesaggi e ambienti (Katherine Mansfield).

Ivy Compton-Burnett (1892-1969) compì accurati studi classici che condizionarono la sua produzione: il primo romanzo, Dolores (1911), è una tragedia moderna, riflesso di quelle greche apprese sui libri. Nel secondo, Pastors and masters (Pastori e padroni, 1925), si avverte un mutamento profondo: l'espressione dei sentimenti prevale sulla narrazione, secondo la tecnica del "flusso di coscienza", che cerca di portare alla luce le morbosità e i crimini familiari che si nascondono dietro l'apparenza rispettabile della società tardo vittoriana. In tutti i romanzi, da Brothers and sisters (Fratelli e sorelle, 1929), More women than men (Più donne che uomini, 1933), Men and wives (Mariti e mogli, 1931), The mighty and their fall (I grandi e la loro rovina, 1961) fino all'ultimo, A god and his gifts (Un dio e i suoi doni, 1963), l'incesto, l'adulterio e il suicidio, ma soprattutto l'avidità di potere, sono descritti con estrema freddezza, grazie a una costruzione sapiente del dialogo come rivelatore dell'incapacità di comunicare.

Elizabeth Bowen (1899-1973), nata a Dublino, mostra nelle sue opere un sottile psicologismo e un linguaggio preciso che ne fanno un'allieva di Jane Austen e di Henry James. Divenuta presto popolare per argute satire dei costumi e delle assurdità sociali (e la raccolta di racconti Encounters, Incontri, 1923; i romanzi The hotel, L'albergo, 1927; The last september, L'ultimo settembre, 1929), mostrò nei romanzi successivi una visione della vita più pessimistica e persino tragica. Le sue opere migliori sono i romanzi The house in Paris (La casa di Parigi, 1935), The death of the heart (La morte del cuore, 1938), The heat of the day (Il calore del giorno, 1949), A world of love (Un mondo d'amore, 1955), Eva Trout (1969).

Katherine Mansfield

Katherine Mansfield, pseudonimo di Kathleen Beauchamp (1888-1923), nacque in Nuova Zelanda ma, ribelle all'autorità familiare e all'ambiente provinciale neozelandese, riuscì, poco più che quattordicenne, a convincere il padre a mandarla a studiare a Londra, dove rimase dal 1903 al 1906. Tornata in Nuova Zelanda, frequentò per due anni l'Accademia musicale, ma nel 1908 ritornò a Londra dove si stabilì definitivamente. Il primo matrimonio fallito e la perdita del bambino che aspettava incisero profondamente sulle sue fantasie giovanili e contribuirono a farle maturare una visione della vita e degli uomini talvolta cinica. Nel 1891 pubblicò la prima raccolta di racconti, In a German pension (In una pensione tedesca), ottenendo un buon successo. Nel 1912 il critico J. Middleton Murry le offrì di collaborare alla sua rivista "Rhythm". La morte del fratello nel primo anno di guerra (1915) produsse in lei un forte trauma. Nel 1918 pubblicò il lungo racconto Prélude (Preludio), sposò Murry e, sentendo aggravarsi il proprio stato di salute (era malata di tubercolosi), si dedicò al lavoro con tutta se stessa. Uscì la raccolta Bliss and other stories (Beatitudine e altri racconti, 1920), seguita nel 1922 da The garden party and other stories (Garden party e altri racconti). Fino all'agosto del 1922 continuò a scrivere racconti, poi pubblicati con il titolo The dove's nest (Il nido della colomba, 1923), in cui domina il tema della morte sentita come bisogno di rinascita spirituale. Morì a Fontainbleau, dopo aver tentato, per parecchi mesi, cure ormai inutili in Svizzera, a Parigi e in Italia. Postumi uscirono il Diario (1927) e l'Epistolario (1928). La solitudine femminile, i rapporti conflittuali fra uomo e donna, i rapporti familiari come espressione della violenza psicologica degli adulti sui bambini e dei mariti sulle mogli, la ricerca della propria identità e della propria "verità" sono temi che hanno spesso fatto avvicinare la Mansfield a Virginia Woolf. Con l'analisi sottile degli stati d'animo dei suoi personaggi e l'evocazione impressionistica di paesaggi e ambienti, la scrittrice crea caratteristiche atmosfere sospese, che prendono vita e risalto anche per effetto di specifiche innovazioni stilistiche, come l'intrecciarsi nella narrazione dei piani temporali.

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