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L'età vittoriana (1832-1901)

Charles Dickens

Charles Dickens (1812-1870) fu forse il maggior romanziere inglese dell'Ottocento e uno dei più popolari della letteratura europea; egli riprodusse perfettamente i gusti della società vittoriana.

La vita

Nato a Portsea, vicino a Portsmouth, ebbe l'infanzia e l'adolescenza rattristate dall'indigenza economica: suo padre, impiegato della marina, era infatti un accanito giocatore e nel 1824 venne imprigionato per debiti. Il piccolo Charles, benché avesse solo nove anni, fu obbligato a lavorare alla Warren's Blacking Warehouse, una fabbrica di lucido da scarpe. Ripresi gli studi, quando la situazione finanziaria della famiglia migliorò grazie a un piccolo lascito e il padre era uscito di prigione, si impiegò a quindici anni presso un avvocato e, successivamente, divenne stenografo in tribunale, occupazioni che gli impedirono di seguire un regolare corso di studi. Nel 1834 divenne cronista parlamentare presso il giornale liberale "Morning Chronicle", ma già l'anno precedente aveva iniziato a pubblicare su varie riviste vivaci bozzetti di vita londinese, raccolti poi nel volume Sketches by Boz (Schizzi di Boz, 1836), che ebbero un tale successo che gli fu offerto di scrivere delle storie per una serie di disegni destinati a rappresentare umoristicamente le attività ricreative del londinese tipo. Dickens accettò, dando più risalto al testo, e così nacque Il circolo Pickwick, che uscì a puntate mensili tra il 1836 e il 1837. Il successo (dalle iniziali 400 la tiratura raggiunse le 40.000 copie) portò al giovane autore e alla moglie, sposata nel 1836, l'agiatezza economica.

Questo esordio gli spalancò le porte di una brillante carriera di scrittore: in due anni pubblicò a puntate sulla "Bentley's Miscellany", la rivista letteraria da lui diretta, altri due romanzi Oliver Twist: or, the parish boy's progress (Oliver Twist, 1838) e The life and adventures of Nicholas Nickleby (Nicholas Nickleby, 1839). Nel 1842 compì il suo primo viaggio in America, credendo di trovarvi realizzate tutte le speranze accese dalla rivoluzione francese, ma fu una cocente delusione, che espresse nelle American notes (Note americane, 1842), in cui denunciava lo schiavismo e molte delle istituzioni cosiddette "democratiche", e nel romanzo Martin Chuzzlewitt (1843-44). Dopo A Christmas carol (Racconto di Natale, 1843) e Dombey and son (Dombey e figlio, 1846-48) lavorò al suo romanzo più popolare, The personal history, adventures, experiences and observations of David Copperfield (David Copperfield, 1850). Dickens affiancò l'intensa attività di scrittore con viaggi all'estero (nel 1844-45 in Italia, nel 1846-47 in Svizzera) e con con l'attività giornalistica: diresse il "Daily News" e fondò le riviste "Household words" (1850) e "All the year round" (1859). Nel 1858 si separò dalla moglie, dalla quale aveva avuto dieci figli.

Iniziò per lui una maturità tormentata e inquieta, riflessa nei grandi romanzi: Bleak house (Casa desolata, 1853), Hard times (Tempi difficili, 1854), Little Dorritt (La piccola Dorritt, 1857) e Great expectations (Grandi speranze, 1860-61). Il lavoro sempre più gravoso, tra cui le lezioni pubbliche tenute in patria e negli Stati Uniti (1867-68), finirono per minare la sua salute: la morte lo colse a Londra mentre stava scrivendo un ultimo romanzo, rimasto incompiuto, in cui sperimentava il genere poliziesco The mistery of Edwin Drood (Il mistero di Edwin Drood, 1870, postumo).

L'opera giovanile

The posthumous papers of the Pickwick Club (Il circolo Pickwick, 1836-37) è un romanzo episodico nella struttura e picaresco nell'ispirazione, il cui maggior interesse consiste nell'osservazione delle reazioni dei personaggi a contatto con ambienti nuovi. Il libro narra, come recita il titolo completo, "le spedizioni, i pericoli, i viaggi, le avventure e gli incontri sportivi dei soci corrispondenti" del Pickwick Club. Un sottile umorismo avvolge Pickwick e i suoi amici: i viaggi che essi intraprendono in diligenza offrono allo scrittore l'occasione di tracciare un ritratto dell'Inghilterra del primo Ottocento, delle città e della campagna immediatamente prima che la rivoluzione industriale ne cambiasse completamente l'aspetto. Momenti fondamentali sono le soste nelle locande, dove i viaggiatori si incontrano e si scambiano opinioni su innumerevoli argomenti di natura politica e sociale. Dickens si rivela qui abilissimo creatore di personaggi, un acuto e brillante osservatore degli aspetti più bizzarri, paradossali e divertenti della vita sociale inglese.

I romanzi "sentimentali" e l'impegno sociale

Con il secondo romanzo, Oliver Twist (1838), racconto delle avventure drammatiche di un trovatello nei bassifondi di Londra, che passa da un ospizio di mendicità all'altro fino alla "carriera" in una banda di ladri come logica conseguenza dei primi anni di vita, Dickens diede il via alla serie dei cosiddetti "romanzi sentimentali": da Nicholas Nickleby (1839), The old curiosity shop (La bottega dell'antiquario, 1843), A Christmas carol (Racconto di Natale, 1843) fino al capolavoro David Copperfield.

David Copperfield (1850) contiene molto materiale autobiografico, soprattutto nella prima parte, quando racconta le vicissitudini e le sofferenze di un ragazzo nelle mani di un patrigno dispotico e di un maestro di scuola tirannico, finché il suo terrore per un mondo ostile e crudele non viene dissipato dall'incontro con Mr Micawber (una delle creazioni più famose di Dickens), un commesso viaggiatore al verde, sempre nei debiti e imprevidente, idealista e sognatore ma con un cuore d'oro e un'immaginazione che gli permettono di elevarsi sulle trascurabili avversità della vita. Nel romanzo si realizza un equilibrio perfetto fra il protagonista e i personaggi minori, delineati con indimenticabile maestria, fra ironia e patetismo, fra esperienza individuale e affresco generale di una società in cui i valori umani sono stravolti dalla morale degli affari.

In tutti questi romanzi "sentimentali" Dickens mostrò una profonda consapevolezza dei problemi sociali del tempo: la povertà delle masse, gli orrori dei quartieri poveri, la pessima situazione delle scuole e dell'assistenza medica, la durezza delle leggi per i poveri e l'inadeguatezza delle misure pensate per aiutarli. Eppure il mondo di Dickens non è tragico: nessuna catastrofe pone fine ai conflitti e annienta l'eroe dei suoi romanzi. Le conclusioni sono generalmente sentimentali o melodrammatiche: i virtuosi vengono ricompensati e i cattivi puniti. La stessa critica sociale non andò mai al di là della protesta filantropica, che chiedeva riforme e previdenze, ma senza mettere in discussione l'assetto politico-sociale complessivo dell'Inghilterra capitalistica del tempo.

I romanzi "dark"

Già con Barnaby Rudge (1841), romanzo storico sulle sommosse anticattoliche del 1780, Dickens aveva mostrato una tecnica compositiva più complessa e uno stile più elaborato. In Martin Chuzzlewitt (1843-44), traendo spunto dalle esperienze accumulate durante un viaggio negli Stati Uniti, realizzò una feroce satira su certi aspetti della vita americana, riuscendo a far rivivere l'invenzione comica dei Pickwick papers. Il romanzo segnò una tappa importante nella sua produzione, che fu da allora sempre più strutturata intorno a precisi valori morali e a una critica della società che quei valori tradiva. La scena contemporanea fu al centro anche dei suoi ultimi romanzi, che mostrano coerenza, padronanza di scrittura e una tendenza a dissimulare sempre meno la profonda amarezza per la mancata realizzazione dell'auspicato progresso sociale (per questo vengono chiamati "dark", ovvero cupi, pessimisti): Bleak house (Casa desolata, 1853), che mostrava le conseguenze tragiche dell'ambizione umana; Hard times (Tempi difficili, 1854), sul contrasto tra razionalità e fantasia; Great expectations (Grandi speranze, 1860-61), sul il rapporto fra moralità e rispettabilità; Our mutual friend (Il nostro amico comune, 1864-65), che studiava gli effetti prodotti dall'ambizione sociale e finanziaria sul carattere.

Il giudizio critico

La produzione letteraria di Dickens rivela una profonda capacità di sentire e descrivere i vari aspetti della personalità umana, qualità che, nella letteratura inglese, può essere paragonata solo a quelle di Shakespeare e Chaucer. La sua naturale capacità creativa, prettamente comica, si esalta nell'ironia e nella caricatura, che tuttavia non prescindono dalla descrizione puntuale e realistica della vita e dei comportamenti dell'epoca. Pur occupandosi di problemi morali e sociali, i suoi romanzi possiedono dunque il grande dono di riuscire a divertire il lettore.

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