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L'età vittoriana (1832-1901)

Robert Browning

Il pregio principale della poesia di Browning (1812-1889), che nel Novecento influenzò poeti come Pound e T.S. Eliot, è la potente capacità di osservare e trasfigurare il quotidiano in materia poetica, di drammatizzare il fatto storico.

La vita e le opere

Nato a Londra da una ricca famiglia borghese, lasciò la scuola a quattordici anni e non ricevette un'istruzione regolare, tranne un breve periodo passato all'università di Londra (1828); fin dalla giovanissima età, però, lesse accanitamente e disordinatamente tutto ciò che la biblioteca paterna, dotata di 6500 volumi, gli metteva a disposizione. Il padre gli insegnò il greco e il latino; prese inoltre lezioni di italiano, francese e tedesco, musica e canto. Acquisì pertanto una cultura ampia ed eclettica, dalla quale amò trarre gli insoliti soggetti delle sue opere poetiche. A ventun anni esordì con il poemetto Pauline (1833), che tradiva l'evidente influsso di Shelley; seguirono il poema dialogato Paracelsus (1835) e il poema Sordello (1840), che aveva per tema il dissidio tra vita e poesia. Nel frattempo scriveva anche per il teatro, ma i suoi sforzi di drammaturgo si rivelarono un insuccesso, in quanto non possedeva il senso dell'azione drammatica e non era interessato ai rapporti tra i personaggi, ma ai conflitti di una sola mente. La forma poetica a lui più congeniale fu il dramatic monologue (monologo drammatico), adottato in Dramatic lyrics (Liriche drammatiche, 1842), che contengono le sue poesie più conosciute, quali Soliloquy of the Spanish cloister (Soliloquio del chiostro spagnolo) e My last duchess (La mia ultima duchessa). Nel 1846 s'innamorò della poetessa Elizabeth Barret e, per aggirare l'opposizione della famiglia di lei, la sposò in segreto. Con lei fuggì in Italia, dove visse quasi sempre a Firenze, rientrando solo saltuariamente a Londra. L'opera più importante di questo periodo scarsamente produttivo fu la raccolta Men and women (Uomini e donne, 1855). Nel 1861 Elizabeth morì, e Browning, con il figlio dodicenne, ritornò a Londra. Dopo le liriche di Dramatis personae (1864), tra le quali vi sono The bishop orders his tomb at St. Praxed's Church (Il vescovo ordina il suo sepolcro nella chiesa di Santa Prassede), Fra Lippo Lippi e Andrea del Sarto, compose il poema in dodici libri The ring and the book (L'anello e il libro, 1868-69), che gli diede finalmente l'atteso successo. Nell'ultima parte della sua vita, celebrato e osannato dalle "Browning Societies" sorte numerose in Inghilterra e in America, scrisse migliaia di versi di maniera. Tra le opere di questo periodo si distinguono Pacchiarotto (1876), le due serie di Dramatic idyls (Idilli drammatici, 1879-80), Jocoseria (Giocoseria, 1883) e Asolando, apparso a stampa nel giorno della sua morte.

La poesia colloquiale

L'interesse di Browning è rivolto a una poesia di tono colloquiale, a uno stile che ripeta le intonazioni e le inflessioni della voce narrante, alla forma del dramatic monologue. Agli inizi egli risentì dell'influsso dei poeti romantici, soprattutto di Shelley (del quale condivideva la concezione del poeta come profeta e veggente), ma presto oppose al soggettivismo romantico l'ideale di una poesia "obiettiva", o drammatica. Egli non si proponeva di cantare la storia della propria anima, i propri sentimenti e le proprie idee, ma di esplorare e rappresentare in modo drammatico, teatrale, le vite e i conflitti intimi di altri uomini, protagonisti del passato o del presente, concepiti come personaggi di un'opera teatrale che raccontavano l'evento in prima persona. Anche Tennyson aveva utilizzato la forma del monologo drammatico per esprimere uno stato d'animo; Browning la usò per oggettivare una personalità, un temperamento, un modo di guardare alla vita o per osservare un momento storico.

Il grande merito di Browning fu quello di rompere con la tradizione sensuale e immaginosa posteriore a Keats, restituendo vigore colloquiale alla poesia inglese. Venuto meno l'influsso di Shelley, Browning risentì del pensiero di Goethe e Carlyle, benché assimilati in modo generico come istanza di una tensione continua verso il bene, per cui lo sforzo era più importante del risultato. Per il poeta la forma drammatica costituiva un mezzo espressivo che gli rendeva più facile la trasfigurazione poetica delle esperienze reali e fantastiche. Il poema in dodici libri L'anello e il libro, suo capolavoro, elaborava una vicenda reale, che Browning attinse dagli atti di un processo celebrato nel 1698 contro il conte Guido Franceschini, condannato a morte perché ritenuto colpevole dell'uccisione della moglie, creduta infedele. Nei vari libri i personaggi della vicenda prendono la parola in monologhi drammatici per ricostruire lo svolgimento degli eventi ed esporre il proprio "punto di vista". Con l'adozione del monologo drammatico, che coniugava il carattere proprio del teatro con quello narrativo specifico del romanzo, Browning riuscì a conquistare per la poesia un posto di rilievo in un'età in cui era assoluto il predominio del romanzo.

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