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Letteratura angloamericana

La narrativa degli anni Cinquanta

Fra gli anni Cinquanta e Settanta la narrativa pare delinearsi come una letteratura di "esaurimento", esaurimento degli spazi aperti, di tutti quei miti che avevano nutrito per decenni l'immaginario americano e che avevano permesso la fuga dalle costrizioni, dalla depressione e dalla nevrosi. Sotto l'apparente benessere, grandi contrasti politici e sociali stavano covando. Furono gli anni della caccia alle streghe antiamericane, perseguite dal maccarthismo per frenare qualsiasi ombra anche lontanamente comunista. Molti intellettuali e letterati vissero e subirono quel clima di sospetto. Ma già dalla seconda metà degli anni Cinquanta si registrarono i sintomi della nascita di un'epoca nuova: prepotente irruppe la beat generation, ovvero quel gruppo di scrittori che operavano in California, a San Francisco e a Big Sur, così denominato per la prima volta da Kerouac nel 1952 nella duplice accezione di "generazione battuta", ma anche "beata". L'espressione venne a indicare nel decennio successivo l'intero movimento protestatario giovanile in rivolta contro i modelli consumistici e conservatori della generazione adulta; On the road (Sulla strada), dello stesso Kerouac, ne divenne il manifesto.

Paul Frederic Bowles

Paul Frederic Bowles (1910-1999), nato a New York, dapprima critico musicale del "New York Herald Tribune" (1942-1945), si stabilì a Tangeri, dedicandosi all'attività di scrittore. Influenzato dallo scrittore francese Albert Camus, affrontò il tema della fuga dalla civiltà in The sheltering sky (Il tè nel deserto, 1949), esplorando la solitudine dell'individuo in uno scenario magico e maledetto. Tutta la sua produzione letteraria ruotò intorno alla contrapposizione tra il mondo moderno occidentale e l'Africa tradizionale. Tra i suoi romanzi: Let it come down (Lascia che accada, 1952), The spider's house (La casa del ragno, 1955).

Truman Capote

Truman Capote (1924-1984), nato a New Orleans, giunse al successo già con il primo romanzo, Other voices other rooms (Altre voci, altre stanze, 1948), incentrato sulla difficile crescita di un ragazzo omosessuale. Il successo fu ripetuto da The grass harp (L'arpa d'erba, 1951) e Breakfast at Tiffany (Colazione da Tiffany, 1958). Con In cold blood (A sangue freddo, 1965), resoconto documentato di un massacro compiuto da due giovani sbandati, Capote inventò un nuovo genere, il non-fiction novel, il romanzo-verità, opera a metà strada fra reportage e romanzo. Personaggio lucidamente provocatorio nella vita, Capote fu amante delle atmosfere torbide e delle situazioni scabrose, tanto da essere classificato scrittore neoromantico. Si dedicò anche all'attività di sceneggiatore cinematografico e televisivo.

Vladimir Nabokov

Vladimir Nabokov (1899-1977), nato a Pietroburgo da una ricca e nobile famiglia di idee liberali, imparò fin da bambino l'inglese e il francese. In seguito alla rivoluzione russa, nel 1919 si trasferì in Inghilterra e si laureò a Cambridge. Si affermò con le sue prime opere in russo, che circolavano fra gli immigrati. Nel 1940 si trasferì negli Stati Uniti, dove alternò l'attività di docente universitario a quella di scrittore e divenne cittadino americano. Con lo pseudonimo di Sirin scrisse una serie di romanzi in russo, tra cui L'occhio (1930), Camera oscura (1932), Disperazione (1934), Il dono (1937-38), che egli immediatamente tradusse perfettamente in inglese, e che già mostravano tutta la sua abilità di scrittore insofferente ai luoghi comuni e agli stereotipi. Nabokov introdusse nei suoi romanzi elementi fantastici, sottili perversioni psicologiche, slittamenti di tempi e luoghi. Il passaggio a un'altra lingua e a un'altra civiltà orientò lo spirito satirico dello scrittore ad analizzare i tic e le meschinità della vita contemporanea: The real life of Sebastian Knight (La vera vita di Sebastian Knight, 1941), Bend sinister (I bastardi, 1947). Il romanzo Lolita (1955), sull'ossessione erotica di un maturo professore per un'intrigante adolescente, riscosse un successo clamoroso. Seguirono Pnin (1957), sul mondo apparentemente per bene dei college americani; Pale fire (Fuoco pallido, 1962), Transparent things (Cose trasparenti, 1973); i racconti Tyrants destroyed and other stories (La distruzione dei tiranni, 1975) e l'autobiografia degli anni giovanili Speak, memory (Parla, ricordo, 1966). Egli fu anche un acuto critico letterario.

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