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Dall'età di Adriano alle soglie del Medioevo

La storiografia minore

La decadenza della storiografia è evidente nel privilegio dato alla narrazione annualistica, agli aneddoti pubblici e privati alle stranezze, alle meraviglie e ai particolari secondari alla moda dei sommari ed epitomi che vanno incontro all'interesse dei lettori e, infine, al genere nuovo della lettura storica romanzata, destinata al pubblico benestante, una produzione che anticipa quella romanzesca popolare in voga nel Medioevo.

Granio Liciniano, vissuto tra il II e il III secolo, compose una Storia di Roma, di cui ci sono giunti frammenti di difficile lettura dei libri 26, 28, 33, 36, contenuti in un palinsesto egiziano conservato nel Museo Britannico di Londra. Sono aneddoti e fatti curiosi, probabilmente attinti da una epitome liviana.

Lucio Ampelio è autore di un curioso Liber memorialis, una specie di promemoria dedicato a un certo Macrino. In 50 capitoli l'autore compendia, raccolte in rubriche, una serie di notizie di carattere storico, geografico, cosmologico e mitologico, che sono esposte in una forma piuttosto confusa e con intento divulgativo. Presumibilmente lo scrittore utilizzò come fonti Varrone, Tito Livio, Cornelio Nepote e Floro.

Aurelio Vittore

Africano d'origine, Sesto Aurelio Vittore ricoprì importanti incarichi fino a diventare nel 389 prefetto di Roma. Scrisse il Liber de Caesaribus (I Cesari), noto anche come Historiae abbreviatae (Storie abbreviate), in cui tratta le biografie degli imperatori da Augusto a Costanzo. La narrazione segue in forma annalistica lo schema di Svetonio, ma offre anche un giudizio sulle vicende esposte, con osservazioni moralistiche e filosofiche. Il testo, che ha scarso valore storico e letterario presenta però la peculiarità di interpretare i fatti secondo il punto di vista dell'aristocrazia romana, di condannare il cristianesimo e di evidenziare la preoccupazione derivante dallo strapotere dei militari. Lo scritto ci è giunto insieme a tre operette storiche di tre ignoti autori diversi: Origo gentis Romanae (Origine del popolo romano), sulla preistoria di Roma da Saturno a Romolo, De viris illustribus (Gli uomini illustri), 86 biografie da Proca, re di Alba Longa, ad Antonio e Cleopatra, Epitome de Caesaribus, sui fatti da Augusto alla morte di Teodosio.

Eutropio e i Breviari

Nella seconda metà del IV secolo diventa di moda scrivere storia sotto forma di breviari, comodi manuali che vengono incontro all'esigenza della nuova classe dirigente di conoscere le gloriose vicende di Roma ­ sia pure in forma sintetica e superficiale ­ ormai ignorate. Il più famoso di questi sommari fu quello di Eutropio, un retore di origine italica che prese parte alla campagna militare di Giuliano contro i parti (363) e divenne magister memoriae (segretario particolare) dell'imperatore Valente, da cui ebbe l'incarico di scrivere una breve storia di Roma. Il suo Breviarium ab Urbe condita, in 10 libri, è un sommario di carattere scolastico, in cui sono narrate le vicende principali dalla fondazione di Roma fino alla morte di Gioviano (364), senza alcun commento e senza riferire gli episodi che non fanno onore al popolo romano. Eutropio utilizzò come fonte per l'età repubblicana Livio, Svetonio e altri per l'età imperiale. L'opera è mediocre, ma per l'agilità della struttura, la lingua chiara e facile, esente da artifici retorici, ebbe molta fortuna: fu rielaborata dallo storico longobardo Paolo Diacono (720 ca-799), tradotta in greco da Peanio, letta in tutto il Medioevo. Più sintetico e superficiale è il Breviario di Rufio Festo, composto dopo il 371. Egli, magister memoriae dell'imperatore Valente, dopo un'introduzione in cui elenca cronologicamente i re, i consoli e gli imperatori, passa in rassegna le diverse province raccontandone la conquista e la conseguente creazione dell'impero. Tratta infine i rapporti tra Roma e i parti fino alla sua epoca. Conclude con un'esortazione a Valente perché risolva definitivamente la questione orientale. Le fonti utilizzate sono le stesse di Eutropio. Ammiano Marcellino utilizzò il testo di Festo per le digressioni geografiche della sua opera storica.

Le storie romanzate

Intorno al IV secolo si diffonde un nuovo genere di lettura storica, destinata a un pubblico non particolarmente colto, ma di ceto benestante. La produzione letteraria è molto limitata: i temi preferiti sono il ciclo troiano e le avventure di Alessandro Magno. Si tratta di traduzioni di originali greci o di rielaborazioni di storie antiche. L'importanza di questa letteratura di evasione sta nel fatto che anticipa e prepara il romanzo popolare, che avrà tanta diffusione nel Medioevo. L'opera più nota è l'Ephemeris belli Troiani (Diario della guerra di Troia) di un non meglio identificato Lucio Settimio, vissuto certamente nel IV secolo, dal momento che dedica il suo scritto a un Quinto Aradio Rufino, prefetto di Roma nel 312 e console nel 316. Narra che il greco Ditti Cretese aveva tenuto un diario, annotando gli avvenimenti di cui era diretto testimone quando aveva combattuto la guerra di Troia. È in 6 libri, di cui i primi cinque raccontano l'assedio e la distruzione di Troia, l'ultimo contiene le avventure degli eroi superstiti. Ancora di argomento troiano è la Historia de excidio Troiae (Storia dell'eccidio di Troia), arrivata sotto il nome del leggendario sacerdote troiano Darete Frigio; i fatti sono narrati dal punto di vista di un troiano.

Alla saga di Alessandro Magno appartengono l'Historia Alexandri Magni (Storia di Alessandro Magno) e un Itinerarium Alexandri (Viaggio di Alessandro). L'autore è probabilmente Giulio Valerio Polemio, di cui non si sa nulla di preciso. Le invenzioni fantasiose e le assurdità si mescolano ai fatti storici; la lingua usata è un latino popolare, con molti termini propri del parlato.

Il romanzo anonimo Historia Apollonii regis Tyrii (Storia di Apollonio re di Tiro) è il più fantasioso. Il protagonista è Apollonio di Tiro, giovane di stirpe regale, che diventa re di Antiochia dopo innumerevoli vicissitudini. L'intreccio infatti è complicatissimo, con viaggi avventurosi, storie d'amore e di incesti, enigmi, assalti di pirati, rapimenti e ritrovamenti.

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