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Dall'antichità al rinascimento

Il Trecento francese

Ars antiqua è termine adottato intorno al 1320 per indicare l'arte polifonica del periodo 1230-1320, in contrapposizione a quello di ars nova, termine con cui, invece, si designa comunemente la musica del XIV secolo in Francia e in Italia: tale contrapposizione, in realtà, fu l'esito di una disputa che vide impegnati, tra gli altri, P. de Vitry, come sostenitore dei compositori "moderni", e Jacopo di Liegi, nello Speculum musicae, come difensore degli "antichi", cioè dei compositori attivi nel XIII secolo. Al centro della disputa erano gli aspetti tecnici dei due stili, prevalentemente i problemi ritmici, con esclusivo riferimento alla musica polifonica.

Oggi il termine ars antiqua viene usato da alcuni studiosi in un'accezione cronologicamente più ampia, comprendente i primi sviluppi della polifonia nell'XI secolo, la scuola di Notre-Dame, con Leoninus e Perotinus, e il periodo successivo, fino agli inizi del XIV secolo, con le scuole di Francone e Petrus de Cruce, che ebbero sempre Parigi come centro principale. Intesa più rigorosamente secondo la definizione iniziale (restano escluse, in ogni caso, le contemporanee forme monodiche: trovatori, trovieri ecc.), l'ars antiqua può essere definita come un periodo di transizione fra la scuola di Notre-Dame, alle cui forme e tecniche compositive si ricollegò strettamente, e l'ars nova.

Un antefatto: la scuola di Notre-Dame

Il gruppo di musicisti, per lo più anonimi, a cui si deve, nel periodo circa 1150-1250, la fioritura delle prime forme di scrittura polifonica gravitò intorno alla cattedrale di Notre-Dame a Parigi. In questo periodo giunse a una complessa articolazione formale l'organum, con Leoninus e soprattutto con le grandi costruzioni a 4 voci di Perotinus.

Léonin, o Leoninus (Parigi, XII secolo), citato da un teorico inglese del XIII secolo come organista e autore del Magnus liber organi de Graduali et Antiphonario della cattedrale di Notre-Dame a Parigi, è considerato il primo esponente della scuola di Notre-Dame. Il suo Magnus liber rappresentò anche il primo tentativo di comporre e raccogliere in modo organico i cicli completi della messa e dell'Ufficio dell'intero anno liturgico; poiché il suo testo fu in seguito ripreso da Perotinus, risulta ora difficile stabilire quali brani gli siano totalmente attribuibili.

Pérotin, o Magister Perotinus, fu attivo probabilmente alla fine del XII secolo e nei primi due decenni del XIII. Fu il maggiore esponente della scuola di Notre-Dame nell'epoca della sua massima fioritura e appartenne alla generazione successiva a Leoninus. Si ricordano di lui le complesse architetture polifoniche dei due organa quadrupla (Viderunt omnes e Sederunt principes), senza precedenti nella polifonia dell'epoca, diversi altri organa a 3 voci, clausolae e conductus.

I generi caratteristici della scuola di Notre-Dame, oltre all'organum, furono appunto la clausola e il conductus. L'invenzione della clausola, composizione polifonica a due voci (talvolta a tre), è attribuita a Perotinus: era destinata a sostituire in parte gli organa di Leoninus, la cui lunghezza poteva essere eccessiva in alcune circostanze liturgiche, ed ebbe una parte importante nella formazione del mottetto. Nella musica polifonica del XVI secolo la clausola era una formula cadenzale. Anche il conductus, composizione polifonica profana su testo latino, a 2 o 3 voci, è ritenuto tipico della scuola di Notre-Dame e dell'ars antiqua, ma venne praticato anche nel XIV secolo. Prima dell'avvento della polifonia, il conductus indicava una composizione monodica su testo latino di argomento religioso. Nel XII secolo il conductus monodico fu anche inserito nel dramma liturgico.

Forme caratteristiche dell'"ars antiqua"

Una delle forme che incontrarono maggior fortuna fu il mottetto, che nacque dall'aggiunta di un testo alla voce superiore della clausola e si sviluppò verso una sempre maggiore indipendenza delle voci (per lo più tre). Ogni voce cantava, infatti, parole diverse: dapprima furono testi tutti latini, sacri e di argomento affine, poi si introdussero testi profani in lingue diverse e venne a mancare ogni relazione tra loro. Un'altra forma caratteristica fu il rondellus, sorta di semplice canone (famoso è l'inglese Sumer is icumen in).

Parallelamente all'evolversi del discorso musicale si venne modificando la notazione, che abbandonò progressivamente le formule modali e si avviò a un sempre più preciso mensuralismo, preparando la strada alle complessità ritmiche dell'ars nova.

Fonti teoriche dell'"ars nova"

Ars nova è il titolo di un breve trattato (circa 1320) di P. de Vitry, in cui non si affrontarono problemi di ordine estetico, ma si discussero le novità della notazione (non si dimentichi il significato tecnico della parola ars nel Medioevo). L'opera di Vitry presuppone il più ampio trattato di J. de Muris, insegnante all'università di Parigi, Ars novae musicae (1319). Tra le fonti teoriche ricordiamo anche il Pomerium in arte musicae mensuratae (1326) di Marchetto da Padova.

Nonostante i molteplici rapporti tra loro esistenti, l'ars nova francese e quella italiana vanno considerate come due scuole distinte.

L'"ars nova" francese

L'ars nova ebbe come centro principale Parigi, che già aveva visto fiorire la tradizione polifonica di Notre-Dame e dell'ars antiqua. A essa la nuova scuola si ricollegò per certi aspetti: il tenor in isoritmia (l'isoritmia consiste nel ripresentare la scansione ritmica di una frase musicale in modo identico in una frase successiva costruita con note diverse), per esempio, rese sistematica una pratica già parzialmente in uso. Con l'ars nova francese si compì in modo definitivo lo svincolamento della polifonia dal servizio liturgico: piuttosto che all'ambiente delle gerarchie ecclesiastiche, il musicista si legò a quello della corte e della nobiltà feudale.

Accanto al mottetto, ormai divenuto profano e sempre più libero e complesso nella condotta polifonica e nel ritmo, si vennero affermando nuovi generi, come la ballade, il rondeau, il virelai e il lai (questi ultimi per lo più monodici). In essi il procedimento stesso della composizione polifonica appariva quasi rovesciato: punto di partenza non era più il tenor, ma la voce superiore che cantava il testo, a cui si aggiungevano le altre parti, spesso subordinate e destinate a strumenti: ci si avviava, in un certo senso, verso la monodia accompagnata.

La figura dominante dell'ars nova francese fu Guillaume de Machault; dopo di lui si affermò la tendenza a una sempre più artificiosa complessità, che si manifestò nelle difficili complicazioni della notazione e nelle ricercatissime sincopazioni ritmiche.

Guillaume de Machault

Guillaume de Machault, o Machaut (presso Reims circa 1302 - Reims 1377) fu dal 1322 circa al 1346 segretario di Giovanni I di Lussemburgo, re di Boemia, quindi segretario di Bona di Lussemburgo, del re di Navarra Carlo II il Malvagio e, dal 1357, di Giovanni II il Buono, re di Francia. Nel 1337 era stato inoltre nominato canonico di Reims. Occupò un posto di grande rilievo nell'evoluzione della musica e della poesia del XIV secolo: sviluppò la scrittura polifonica, adottò nuove soluzioni ritmiche e armoniche di squisita raffinatezza e stabilì le regole dei numerosi generi da lui affrontati (lai, virelai, rondeau, ballade), così da meritare larga fama fino a tutto il Rinascimento. La sua Messa di Notre-Dame è la prima messa polifonica completa in tutte le sue parti e scritta da un unico autore che ci sia pervenuta. Oltre che nella Messa, Machault sviluppò la sua polifonia nei mottetti (19 a 3 voci e 4 a 4 voci), nei 21 rondeaux, nelle 40 ballades e nell'Hoquetus David. Nello stile monodico compose 38 virelais e 24 lais. Altre 7 composizioni di varia natura sono comprese nel poema Remède de fortune. La sua vastissima produzione poetica (circa 80 000 versi) comprende anche composizioni lirico-narrative (Dit dou Vergier, Voir dit) e poemi didattici e narrativi (Le jugement dou roi de Behaingne, Remède de la fortune, Le confort d'ami).

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