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Il Jazz

52esima Strada

La 52a Strada, posta cinque strade più a sud di Central Park, non si distingueva da altre aree di New York in cui abbondavano gli speakeasies. Tuttavia, nel 1927 Joe Helbock, proprietario di uno speakeasy della 52a e grande amico di Jimmy Dorsey, notando la frequenza con cui molti jazzisti si ritrovavano nel suo locale, decise di trasformarlo in un vero e proprio jazz club, battezzandolo Onyx Club. L'iniziativa fu coronata da un pieno successo, cosicché alla fine del proibizionismo molti altri locali seguirono l'esempio. Nella 52a Strada, fra la Quinta e la Sesta Avenue, erano concentrati cinque jazz club dalla caratteristica forma a budello, lunghi e stretti, che riunivano alcuni fra i migliori jazzisti del tempo. Come già accaduto per Storyville a New Orleans o per il South Side a Chicago, o per la stessa Harlem a New York, la 52a Strada divenne l'ombelico del mondo jazzistico. Critici e giornalisti la ribattezzarono "Swing Street".

Il canto e l'orchestra di Harlem:
Ethel Waters e Fletcher Henderson

Dedicatasi al folk e al jazz, Ethel Waters (Chester, Pennsylvania 1896 - Chatsworth, California 1977) brillò particolarmente come cantante di Harlem fra gli anni Venti e Trenta, sviluppando uno stile personale a cui si rifecero L. Armstrong ed Ella Fitzgerald. Colse un successo incontrastato esibendosi al Plantation, accompagnata dal gruppo capeggiato dal grande F. Henderson, che, dopo averla scoperta e lanciata, la fece divenire una star. Attiva anche come attrice di commedie musicali (fra le altre, Cabin in the Sky, 1940), effettuò molte incisioni; fra i suoi titoli di maggior successo Dinah, Memories of You, Stormy Weather.

Nato in una famiglia di agiate condizioni economiche, Fletcher Henderson (Cuthbert, Georgia 1897 - New York 1952) nel 1923 ebbe l'opportunità di dirigere un'orchestra. Abile nell'assumere i migliori elementi di New York, fu il primo bandleader a comprendere l'importanza dell'orchestrazione e dell'arrangiamento in epoche in cui le esecuzioni jazzistiche non erano che il frutto dell'improvvisazione singola nelle piccole formazioni e nelle quali, in misura rilevante, la polifonia neworleanista dominava incontrastata con il gioco-scontro del clarinetto e del trombone. La sua divenne la prima vera orchestra jazz per impulso di L. Armstrong, che vi rimase un anno (1924-25), e di D. Redman, arrangiatore che escogitò una scrittura ispirata al fraseggio di Armstrong. Dal 1926 al 1928 l'orchestra produsse una serie di partiture (per esempio, Stampede, Whiteman Stomp, Hop Off, King Porter Stomp, Old Black Joe's Blues) che colsero un successo enorme, anche per l'alto livello delle esecuzioni dovute a interpreti di primissimo piano e per gli arrangiamenti raffinati ed eleganti (curati, dopo Don Redman, da Benny Carter). Poi, con la difficoltà di trovare scritture dovuta alla crisi del 1929 e indebolita dalle defezioni, l'orchestra entrò in crisi. Nel 1932 Henderson rinnovò l'orchestra incontrando un nuovo periodo felice, ma nel 1934 dovette scioglierla. Vendette allora le sue partiture a B. Goodman, che le rese famosissime con la sua orchestra, mentre Henderson rimase nell'ombra. Riformò un'orchestra (1935-39), ma di nuovo ebbe poca fortuna.

Riepilogando

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