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Il romanticismo: da Beethoven a Berlioz

Franz Liszt

Franz, propriamente Ferenc, Liszt (Raiding, Sopron 1811 - Bayreuth 1886) studiò a Vienna con C. Czerny e A. Salieri e dal 1824 a Parigi con F. Paër e A. Reicha. Mentre conseguiva i primi grandi successi, maturava nello stimolante ambiente parigino conoscenze e letture decisive per la sua formazione, da H.-F.-R. de Lamennais a C.-H. Saint-Simon, entrando in contatto con V. Hugo, A. Lamartine, H. Heine, H. Berlioz, F. Chopin. Nel 1834 iniziò la relazione con M. de Flavigny, moglie del conte d'Agoult, con la quale convisse fino al 1844: da questo tormentato rapporto amoroso Liszt ebbe tre figli, tra cui Cosima, la futura moglie di H.G. von Bülow e, in seguito, di R. Wagner. Gli anni compresi tra il 1839 e il 1847 furono i più intensi e trionfali della carriera concertistica di Liszt, a dispetto della rivalità con S. Thalberg e con altri virtuosi. Nel 1847 incontrò C. Iwanowska, moglie separata del principe russo di Sayn-Wittgenstein, e iniziò con lei un legame sentimentale che durò a lungo. Nel 1848 Liszt assunse la carica di direttore della cappella di corte a Weimar, dove svolse fino al 1858 un'intensa attività di direttore d'orchestra e organizzatore musicale, sostenendo musicisti come Wagner e Berlioz e dando spazio ai maggiori fatti musicali del tempo. A Weimar rimase fino al 1861, quindi si trasferì a Roma, dove nel 1865 prese gli ordini minori, rinunciando a sposare la Sayn-Wittgenstein. Nell'ultimo periodo della sua vita divise l'attività tra Roma, Budapest (dove divenne nel 1875 presidente dell'Accademia statale di musica) e Weimar (dove dal 1869 tenne corsi di pianoforte). Continuò a dirigere l'orchestra e diede ancora concerti fino a poco tempo prima della morte.

I caratteri

L'importanza di Liszt come concertista e interprete (iniziatore di una tradizione di enorme portata), il suo contributo all'affermarsi del recital pianistico, il valore delle scelte culturali dei suoi programmi (non solo come pianista, ma anche come direttore d'orchestra) e, ancora, il suo contributo alla conquista di inesplorate regioni del timbro e della tecnica pianistica furono senza dubbio fondamentali, ma non devono far dimenticare la genialità e l'originalità delle sue ricerche in campo armonico e formale, l'inquieta tensione del suo atteggiamento "sperimentale", ricco di molteplici precorrimenti. La stessa molteplicità di esperienze culturali e musicali, a cui Liszt si rivolse con aperta e intelligente comprensione, è molto indicativa: provenendo dall'Ungheria, assorbì a Parigi una cultura internazionale, guardando a Chopin, a N. Paganini, a Berlioz; precorse per certi aspetti Wagner, si rivolse a mete preimpressioniste e colse, con prontezza, l'importanza innovatrice dei russi del Gruppo dei Cinque.

L'opera

Nella sua vastissima produzione si segnalano, in ambito pianistico, la Sonata in si minore (1853), compendio di certe sue innovazioni formali e dell'originale tecnica della variazione; le tre raccolte degli Années de pèlerinage (1836-77), suggestive e singolari notazioni di viaggio, appunti suggeriti da stimoli disparatissimi; le Harmonies poétiques et religieuses (1845-52); le 19 Rapsodie ungheresi (1846-85); gli Études d'exécution trascendante (1851); i molti straordinari pezzi successivi, che segnano una stupefacente semplificazione della scrittura in nome di ricerche e atteggiamenti di sconcertante novità.

Analogo interesse rivestono le ultime composizioni di Liszt anche negli altri generi. Della produzione orchestrale si ricordano, oltre ai 2 concerti per pianoforte e orchestra, i 13 poemi sinfonici (tra cui Les préludes, 1848-50; Tasso, 1849; Prometheus, 1850; Mazeppa, 1851; Orpheus, 1854; Hamlet, 1858), la Faust-Symphonie (1854-57) e la Dante-Symphonie (1855-56). La presenza di un "programma" in queste composizioni non va intesa in senso banalmente descrittivo, ma in funzione della ricerca di spezzare le strutture classiche e dello sforzo di affrontare temi ideali di vasta portata, con intensa e anche drammatica partecipazione umana. La Faust-Symphonie, uno dei lavori fondamentali, si propone del resto "ritratti di carattere" e così vanno intese altre pagine tra le maggiori, come i poemi sinfonici.

La vasta produzione sacra comprende 4 messe (tra cui la Messa solenne detta di Gran, 1855, e quella per l'incoronazione, 1867), il Requiem (1867-68), gli oratori La leggenda di Santa Elisabetta (1857-62), Christus (1855-66) e la singolarissima Via Crucis (1878-79), che spinge a mete audacissime la ricerca armonica, oltre a pagine corali. Da menzionare anche i Lieder, le poche ma fondamentali pagine per organo, da ultimo, le infinite trascrizioni, parafrasi e fantasie su opere altrui, che ebbero un'essenziale funzione divulgativa e di sperimentazione formale.

 

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