Anche i ghiacciai, con il loro lento e impercettibile movimento, sono agenti di modellamento della superficie terrestre, pur se di minore estensione rispetto a quella interessata da altri agenti geomorfologici: infatti, i ghiacciai agiscono prevalentemente in aree situate al di sopra del limite delle nevi perenni.
Il movimento dei ghiacciai avviene con modalità diverse rispetto alle correnti fluviali. In particolare, la massa solida del ghiacciaio, a differenza di un fiume:
I meccanismi dell'erosione
Il ghiacciaio in movimento esercita un'intensa azione erosiva, chiamata esarazione, che può esplicarsi tramite l'abrasione o lo sradicamento.
L'abrasione è dovuta ai ciottoli o ai frammenti di roccia solidalmente incastrati nella massa di ghiaccio, che entrano in contatto con il substrato su cui il ghiacciaio si muove. L'intensità dell'azione abrasiva dipende dal tipo di rocce costituenti sia il substrato, sia i materiali detritici trasportati dal ghiaccio, dalla velocità dello spostamento e dal volume del ghiaccio.
Lo sradicamento consiste nella rimozione di blocchi interi di substrato, che vengono estirpati dalla spinta della massa, particolarmente energica in profondità. Sono più facilmente soggette al fenomeno masse rocciose fagliate o che hanno subito gli effetti del crioclastismo.
Le forme d'erosione
La valle glaciale presenta un tipico profilo trasversale a "U", con fondo largo e piatto e fianchi ripidi, dovuto al meccanismo erosivo del ghiacciaio, che, contrariamente a quanto avviene per un fiume, si esercita lungo tutta la sezione di contatto tra il ghiaccio e la roccia incassante.
Il circo glaciale ha la forma di una conca, circondata su tre lati da una corona di creste e con soglia talora in contropendenza che la raccorda con il resto della valle glaciale. È scavato dal bacino collettore, che esercita una sorta di erosione regressiva sui versanti incassanti.
Le rocce montonate sono dossi rocciosi arrotondati e allungati nella direzione di scorrimento del ghiaccio, costituiti da affioramenti di rocce più difficilmente erodibili e modellate dall'esarazione. L'abrasione vi scava solchi paralleli: dalla direzione del loro allungamento è possibile risalire alla direzione e al verso in cui è avvenuto il movimento del ghiacciaio.
Le forme di deposito
Tra le forme di deposito glaciale si citano le morene e i massi erratici.
Le morene sono depositi formati da materiali di diverso diametro, ammassati caoticamente senza alcun cenno di stratificazione, derivanti in parte da processi di esarazione e in parte da crolli dai versanti sul ghiacciaio.
A seconda della posizione è possibile distinguerne vari tipi:
I ghiacciai vallivi, dopo avere raggiunto il loro massimo sviluppo durante le glaciazioni dell'era quaternaria, nei periodi interglaciali si ritirarono, abbandonando sul terreno le morene che avevano trasportato: il ritiro dei ghiacciai, avvenuto attraverso il susseguirsi di ritiri veloci e di fasi stazionarie, ha prodotto gli anfiteatri morenici, depositi formati da una serie di cordoni morenici a forma di anfiteatro. Gli anfiteatri sono oggi conservati solo in parte, perché anch'essi soggetti all'erosione. Tra i maggiori anfiteatri morenici in Italia ricordiamo quelli immediatamente a sud dei laghi prealpini Maggiore, di Como e di Garda e quello di Ivrea, in Piemonte.
I massi erratici sono enormi blocchi di roccia trasportati a valle dal ghiacciaio e là abbandonati dopo il ritiro.