Non tutti i minerali sono ugualmente frequenti in natura: le specie dei minerali comuni, che formano i costituenti fondamentali delle rocce, sono relativamente poche; gran parte delle specie conosciute è, invece, assai rara, o perché in esse sono presenti elementi chimici scarsamente diffusi in natura, o perché raramente si realizzano le condizioni adatte alla loro formazione. A costituire la maggior parte dei minerali concorrono, in pratica, soltanto otto elementi, i quali rappresentano oltre il 98% (in peso) della crosta terrestre. Osservando la tabella 7.3 si nota come i due elementi più abbondanti siano il silicio e l'ossigeno, che da soli formano il 74,3% in peso sul totale degli elementi presenti sulla Terra.
In base alla loro composizione chimica, i minerali vengono classificati in otto gruppi; a eccezione degli elementi nativi, il nome degli altri gruppi fa riferimento al tipo di ione negativo (anione) in essi presente (tab. 7.4).
Silicati
I silicati da soli rappresentano il 92% in volume della crosta terrestre. In tutti i silicati l'edificio cristallino fondamentale è rappresentato da un tetraedro (SiO
Il nome dei nesosilicati deriva dal greco nésos, isola, in quanto i tetraedri (SiO
Il nome dei sorosilicati deriva dal greco sorós, mucchio, in quanto i tetraedri sono uniti per i vertici e formano un gruppo chiuso ad anello e ioni metallici collegano tra loro diversi gruppi di tetraedri; appartiene a questo gruppo il berillo, (Be
Nei ciclosilicati i tetraedri sono uniti a formare anelli triangolari, quadrangolari o esagonali, o doppi anelli esagonali, che includono il berillo e la tormalina.
Negli inosilicati i tetraedri sono uniti a formare delle catene (in greco inós, catena), che possono essere singole o doppie; importanti rappresentanti di questo gruppo sono gli anfiboli e i pirosseni, che formano individui prismatici, con una struttura lineare allungata legata da ioni metallici (di magnesio, ferro, calcio e alluminio).
Nei fillosilicati i tetraedri sono uniti a formare uno strato (in greco fíllon, foglia); di essi fanno parte le miche e i minerali delle argille, la cui struttura è appiattita, lamellare, atta a formare strati continui che si dispongono paralleli tra loro e possono essere facilmente separati l'uno dall'altro.
Il nome dei tectosilicati deriva dal greco tectoniché, architettura; sono uniti tra loro per i quattro vertici e formano strutture tridimensionali: ne sono esempi il quarzo e i feldspati. Il quarzo è formato soltanto da silicio e ossigeno. Ogni tetraedro mette in comune quattro atomi di ossigeno con i tetraedri vicini, formando una struttura continua tridimensionale. Si distingue dagli altri minerali per il suo aspetto vetroso, traslucido, e si frattura in modo irregolare. Se in una configurazione tridimensionale di tetraedri (come quella del quarzo) qualche ione Si4+ viene sostituito da uno ione alluminio (Al3+), si genera la struttura dei feldspati. La sostituzione di ioni silicio con ioni di alluminio introduce uno squilibrio di cariche, che verrà riequilibrato con altri ioni metallici. Se l'equilibrio viene stabilito tramite ioni potassio, si genera il feldspato potassico, od ortoclasio; se interviene lo ione sodio o lo ione calcio si ottengono i plagioclasi.
Infine, i silicati si possono distinguere in sialici e femici. I silicati sialici (dalle iniziali degli elementi presenti, silicio e alluminio) sono minerali chiari e relativamente leggeri, a differenza dei silicati femici (dalle iniziali di ferro e magnesio), che possiedono colore scuro e una maggiore densità.
| ||||||||||||||||||||||||||||||
|
| ||||||||||||||||||