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Le rocce

Gli ambienti di sedimentazione

Ambienti continentali

Alcuni fra i più caratteristici ambienti continentali, numerosi e tra loro molto differenziati, sono: quello lacustre, quello alluvionale, quello glaciale e quello desertico. Due sono i meccanismi che possono causare il deposito dei sedimenti sui continenti: l'esistenza di una depressione (bacini lacustri), oppure la cessazione dell'azione di trasporto (per opera di corsi d'acqua, di ghiacciai o del vento).

• Ambiente lacustre. Procedendo dai margini verso la parte centrale di un lago, i depositi che si accumulano sono, nell'ordine, argille, sabbie e ghiaie, che possono essere distinte dalle corrispondenti fluviali solo se contengono fossili di animali e vegetali tipici dell'ambiente lacustre. Un altro deposito caratteristico di un lago è la torba, formata da materiali carboniosi, muschi, sfagni e legname; la torba è tipica della fase finale della vita di un lago, che vede il suo progressivo trasformarsi in palude per un fenomeno di graduale interramento.

• Ambiente alluvionale (o fluviale). È caratterizzato da depositi di ghiaie, sabbie e argille, che via via il corso d'acqua deposita diminuendo la sua velocità: le ghiaie sono più abbondanti lungo l'alto corso del fiume, mentre sabbie e argille sono frequenti lungo il medio e basso corso.

• Ambiente glaciale. I ghiacciai sono in grado di trasportare notevoli quantità di materiali solidi, erosi dalle rocce su cui si muovono, per decine e centinaia di chilometri; ma quando essi si sciolgono, il trasporto dei materiali cessa ed essi vengono scaricati formando le morene, sedimenti molto eterogenei per quanto riguarda la dimensione dei singoli frammenti. I frammenti più grandi che un ghiacciaio trasporta e poi abbandona sono chiamati massi erratici. Il ghiacciaio trasporta anche materiali fini, che però vengono facilmente dilavati: i torrenti che escono dalla bocca del ghiaccio trasportano in sospensione questo materiale, che originerà un deposito fluvioglaciale.

• Ambiente desertico. L'agente di trasporto che prevale in questo ambiente è il vento, che solleva le particelle più fini e le trasporta finché, in seguito alla diminuzione della propria velocità, le lascia cadere. Nei depositi eolici (da Eolo, dio del vento nella mitologia greca) si osserva una striatura incrociata dei sedimenti, causata dalle diverse direzioni in cui spira il vento durante la deposizione delle particelle. Tipici depositi sabbiosi di questo ambiente sono le dune.

Ambienti di transizione

Si tratta di ambienti di passaggio fra gli ambienti continentali e quelli marini, poco estesi ma molto significativi dal punto di vista paleogeografico, poiché permettono di ricostruire le variazioni della linea di costa avvenute in passato e quindi di tracciare il contorno dei mari e delle terre emerse nei diversi periodi geologici. Si distinguono in ambienti lagunari e ambienti deltizi.

• Ambiente lagunare. La laguna è un corpo d'acqua in comunicazione con il mare, da cui è parzialmente separato tramite cordoni litoranei. I depositi tipici di questo ambiente sono in genere calcari, che si distinguono da quelli marini perché contengono organismi adatti a sopportare sbalzi di salinità, che spesso si verificano nelle acque di laguna.

• Ambiente deltizio. Si trova alla foce dei corsi d'acqua ed è generalmente caratterizzato da depositi di materiali fini, che il fiume non ha depositato lungo il suo corso; in questi depositi si nota spesso la presenza di organismi sia fluviali, sia marini.

Ambienti marini

Sono gli ambienti più estesi e anche quelli che presentano una maggiore varietà. In funzione della profondità, l'ambiente marino può essere suddiviso in ambiente litorale, ambiente neritico, ambiente batiale e ambiente abissale.

• Ambiente litorale. Comprende quella parte di fondale marino entro il quale si verificano le escursioni di marea (differenza tra alta e bassa marea), popolata da organismi che sopportano periodi più o meno prolungati di emersione. In questo ambiente si forma prevalentemente la panchina, un tipo di calcare bioclastico: i granuli che la compongono possono derivare da processi di disgregazione fisica di altre rocce carbonatiche, oppure essere di origine biologica, costituiti da frammenti di gusci, teche di molluschi e pezzi di ossa.

• Ambiente neritico. È compreso tra la linea di bassa marea e i 200 m di profondità: il tratto di fondale marino corrispondente prende il nome di piattaforma continentale. In questa zona, i sedimenti possono essere di origine organogena o clastica; nel secondo caso, essi sono selezionati dall'azione delle correnti marine e delle onde, in base alla loro dimensione: i più grossolani si trovano vicino alla costa e i più fini si accumulano a maggiore distanza.

• Ambiente batiale. Si estende dai 200 m di profondità fino ai 4000 m, in corrispondenza della scarpata continentale; lungo questa, che presenta una notevole pendenza, possono franare i sedimenti incoerenti che si trovano al limite della piattaforma continentale e depositarsi fanghi contenenti anche gusci di organismi planctonici.

• Ambiente abissale. Si estende oltre i 4000 m di profondità, in corrispondenza della piana abissale, in cui si accumulano melme ricche di resti organici o depositi inorganici molto fini.

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