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Gruppi e organizzazioni

Le categorie sociali

Le categorie sociali sono la risultante di una costruzione teorica mediante la quale il sociologo raggruppa idealmente in una stessa "unità sociale" individui con caratteristiche comuni, così da poterli studiare. Esempi di categorie sociali possono essere i giovani disoccupati, i bambini in età pre-scolare, i single ecc. Non importa che i soggetti in questione intrattengano rapporti tra loro, importa invece che la caratteristica che li accomuna sia interessante dal punto di vista sociologico, cioè sia adeguata allo scopo che il sociologo si propone di raggiungere. Per l'indagine sociologica la categoria sociale forse più importante è quella di "massa". Con questo termine, nonostante le diverse accezioni, si intende un insieme di individui che hanno come caratteristica comune un comportamento uniforme relativamente a determinati stimoli. La nozione di massa non va confusa con il concetto di folla. Il termine "folla" connota infatti non una caratteristica comune a più individui, bensì una semplice vicinanza fisica, la quale agisce, in particolari condizioni, da stimolo di comportamenti omogenei, indotti da processi di imitazione meccanica. Nella folla mancano rapporti gerarchici e rapporti di azione reciproca in qualche modo istituzionalizzati e regolati. Perciò la folla è un esempio di aggregato, ovvero di un insieme di individui caratterizzato dalla pura prossimità fisica e non organizzato secondo strutture e funzioni. Altri esempi di aggregati possono essere gli spettatori in una sala cinematografica, i viaggiatori in attesa di un treno ecc. Secondo la definizione di Erving Goffman gli aggregati sono: "assembramenti di individui in interazione non focalizzata". Dunque, le persone che compongono l'aggregato restano estranee le une alle altre, al punto che nell'aggregato non si dà il senso dell'"altro" come persona, ma solo come individuo indifferenziato. Le relazioni sociali all'interno dell'aggregato sono pertanto molto limitate e per lo più di carattere provvisorio, poiché gli individui possono entrare e uscire da un aggregato senza che ciò modifichi sostanzialmente il loro stile di vita e la loro posizione sociale. L'aggregato si distingue dal gruppo per la sua casualità, per la mancanza di struttura e soprattutto per la differenza qualitativa delle relazioni interpersonali che il gruppo rende possibili. Certamente, però, all'interno dell'aggregato possono svilupparsi dei gruppi e in molti casi l'aggregato stesso si evolve in gruppo; può accadere, per esempio, che da un aggregato di studenti che si trovano insieme casualmente all'inizio di un corso si formino uno o più gruppi.

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