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La scuola

L'alfabetizzazione nel Terzo Mondo

Negli ultimi trent'anni del '900 anche nella maggior parte dei paesi del Terzo Mondo si sono registrati notevoli sforzi in funzione di un'espansione del sistema formativo; tuttavia, esistono ancora nazioni in cui circa la metà dei bambini non riceve un'istruzione formale e in cui si registrano altissime percentuali di evasione dall'obbligo scolastico e di analfabetismo. Ovviamente la carenza di alfabetizzazione impedisce gli sviluppi di ogni forma ulteriore di istruzione.

Durante l'epoca coloniale, l'idea dominante era che l'istruzione dovesse essere ridotta al minimo e destinata eventualmente a una piccola élite locale più vicina agli interessi dei colonizzatori. Spesso si riteneva, poi, che l'istruzione potesse dare adito a ribellioni e comunque a una minore docilità da parte degli abitanti delle colonie. In ogni caso il tipo di sistema scolastico proposto dalle potenze coloniali era assai simile a quello vigente nella madrepatria, non soltanto in relazione alla metodologia, ma anche ai contenuti. Si verificava, così, che si dovessero studiare la storia, la geografia e la lingua di paesi diversissimi e remoti, ignorando invece ciò che riguardava la propria realtà locale. Gli africani istruiti nelle colonie britanniche, per esempio, conoscevano i nomi delle dinastie inglesi, leggevano Milton e Shakespeare, ma nulla che riguardasse la propria cultura. Come ovvio, tali sistemi scolastici risultavano poco produttivi per la popolazione locale e di fatto ottenevano il risultato di aumentare il controllo sociale da parte dei colonizzatori. Un altro aspetto tipico del sistema scolastico coloniale è la sproporzione dell'istruzione universitaria rispetto a quella primaria e secondaria. In altre parole, proprio perché pensato in vista di un'élite che continua i propri studi sino al livello universitario, il sistema scolastico risulta da un lato assolutamente carente a livello elementare e secondario, dall'altro eccessivo (a livello universitario) in relazione allo scarso sviluppo industriale.

Negli ultimi decenni del '900 numerosi paesi hanno cercato di intensificare l'educazione della popolazione rurale incontrando moltissimi ostacoli, che vanno dalla carenza di risorse economiche al limitato numero di insegnanti alle difficoltà relative alle vie di comunicazione. Spesso si sono cercati sistemi che riuscissero a ovviare a questi problemi. In alcuni paesi si è tentato di utilizzare radio e televisione per trasmettere programmi didattici. In altri, come per esempio l'India, si sono incentivati gli interventi di self-help education, tramite cui le persone con un minimo di istruzione o con competenze professionali vengono incoraggiate a trasmettere queste competenze ad altri individui durante il proprio tempo libero. Si cerca di individuare pratiche educative capaci di tener conto della condizione reale del territorio e della popolazione, al fine di ottenere quei risultati che il sistema scolastico tradizionale non riesce a raggiungere.

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