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Il medioevo

L'Editto di Rotari

L'Editto di Rotari, redatto in latino e composto di 388 articoli, ebbe come fonti la tradizione longobarda, le altre legislazioni barbariche (tra cui la Lex Visigothorum) e il diritto romano giustinianeo e pregiustinianeo. Nonostante costituisse un notevole passo avanti rispetto ai tempi di Alboino, l'Editto conteneva ancora credenze superstiziose e usanze barbariche. Esso rappresenta inoltre un'importante e utile fonte per ricostruire la vita sociale ed economica dei Longobardi. La società appare divisa in tre ordini, i liberi (arimanni) i semiliberi (aldi) e i servi, e ha come fondamento la famiglia. Base dei rapporti familiari è il mundio, la protezione del capo famiglia sulle donne e sui minorenni. Un'importante novità introdotta dall'Editto fu l'abolizione della faida, cioè la vendetta privata, sostituita dal guidrigildo, cioè il pagamento di una somma in denaro alla parte lesa, variabile a seconda dell'offesa arrecata (un pugno costava 3 soldi, uno schiaffo 6, ecc.) e della posizione sociale dell'offeso.

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