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L'età contemporanea

L'Europa occidentale

In Inghilterra le elezioni del '45 furono vinte dai laburisti il cui programma prevedeva la nazionalizzazione di importanti settori economici e lo sviluppo del Welfare State (sicurezza sociale, sanità pubblica, pensioni ecc.). Dal 1951 al 1966 tornarono a governare i conservatori (Churchill, Eden, MacMillan), seguiti da un governo laburista (Wilson). Nel 1970 scoppiò la drammatica insurrezione dell'Irlanda del Nord (Ulster) a opera delle minoranze cattoliche, destinata a protrarsi per un ventennio. Nel 1979, favorita da gravi agitazioni sociali, divenne primo ministro Margaret Thatcher (conservatori) che lanciò una politica all'insegna del neoliberismo e contro lo stato sociale. La “lady di ferro” restò al potere per tutti gli anni '80. La Francia, guidata negli anni '60 dal generale De Gaulle, intimorita da un'ondata di agitazioni studentesche di stampo comunista nella primavera 1968, confermò al presidente la propria fiducia nelle elezioni di giugno. De Gaulle si dimise, però, nel 1969 per l'esito negativo di alcuni referendum sulla riforma regionale e del Senato. Gli succedette Georges Pompidou, in carica fino al 1974, che ne continuò la politica, come Valéry Giscard d'Estaing, all'Eliseo fino al 1981. In quell'anno fu eletto presidente François Mitterrand, esponente di sinistra. Nella RFT dal 1950 all'80 si è verificato il passaggio del potere dalle mani dei cattolici (Adenauer e Erhard) a quelle dei socialdemocratici della SPD (Willy Brandt divenne cancelliere nel 1969). Brandt attuò una politica di apertura all'Est (Ostpolitik) continuata dal suo successore Helmut Schmidt, cancelliere dal 1974 al 1982. Proprio nell'82 i democristiani ripresero il governo con Helmut Kohl. Portogallo e Grecia negli anni '70 hanno visto crollare i rispettivi regimi autoritari; in Spagna, dopo la morte di Franco (v. cap. 18), re Juan Carlos ha guidato la transizione verso la democrazia. Intanto, per rafforzare i legami di cooperazione economica e politica già il 25 mar. 1957 era stato stretto da Francia, Germania, Italia e Benelux il Trattato di Roma che creò la CEE (Comunità Economica Europea) e l'EURATOM (Comunità Europea per l'Energia Atomica). Più tardi nacquero il Consiglio d'Europa (1974), il Sistema Monetario Europeo, SME (1979), il primo Parlamento Europeo (giu. 1979). Con l'ingresso nella CEE di Gran Bretagna (1971), Danimarca e Irlanda (1972), Grecia (1981), Spagna e Portogallo (1986), i membri della Comunità hanno formato l'Europa dei 12, diventata Unione Europea (UE) con gli accordi di Maastricht del 1° nov. 1993. Altra organizzazione di cooperazione in Europa fu l'EFTA, nata nel 1960 su iniziativa inglese, tra sette paesi europei. Con gli accordi di Maastricht e l'adesione all'Unione Europea di Austria, Finlandia e Svezia, l'EFTA è stata di fatto svuotata di consistenza (1995).

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