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L'età contemporanea

L'ascesa della potenza Cina

Superate le convulsioni sociali del 1989 culminate nella strage di piazza Tien An Men, il gruppo dirigente co­munista cinese dimostra un'inattesa tenuta politica abbinata a una straordinaria capacità di adattamento di fronte alle nuove sfide poste dal mutato scenario internazionale prodotto dalla fine dell'URSS e dall'affermarsi del mercato globale. La chiave di svolta di tali esiti risiede nella graduale ma decisa trasformazione delle maggiori concentrazioni urbane e industriali del Paese in "zone economiche speciali", aperte all'economia di mer­cato e agli investimenti esteri, e dove ai singoli non solo è rico­nosciuta la libertà d'iniziativa secondo la formula dello xia hai ("gettarsi in mare", ossia mettersi in affari), ma è altresì con­sentito d'arricchirsi.

L'efficacia di questa originale versione di regime socialista trova conferma nella delicata fase di passaggio alla Cina dell'ex colonia britannica di Hong Kong, avvenuta nel 1997 e di quella portoghese di Macao, avvenuta nel 1999, che si realizza senza scosse apparenti grazie alla concessione da parte di Pechino ai due territori di ampie autonomie giurisdizionali interne in ba­se all'innovativo principio di "un solo Paese, due sistemi". Tale processo ha ottenuto il suo coronamento nel 2001 con l'ingresso a pieno titolo della Repubblica Popolare Cinese nell'Or­ganizzazione Mondiale del Commercio (WTO), a cui fa riscontro nel 2005-6 l’ascesa della Cina al quarto posto in termini di prodotto nazionale lordo (PNL). Gigante demografico di prima grandezza con un miliardo e trecento milioni di abitanti, dotata di un proprio arsenale nucleare, membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU, e ora anche colosso economico in vertiginosa crescita, la Cina si avvia così a divenire una delle maggiori potenze del pianeta e a candidarsi a far parte della pattuglia di testa degli Stati guida-del sistema internazionale, raggruppati nel G8 e probabile futuro G9.

Molto di tale nuovo ruolo della Cina si deve alla sua leadership postmaoista, rappresentata per un ventennio da Den Xiaoping, poi da Jian Zeming (1997-2002), il cui successore, Hu Jintao, si trova tuttavia a dover affrontare l’impegnativo compito di varare un ampio piano di riforme politiche inteso a intaccare il monolitismo del blocco partito-Stato promuovendo una progressiva separazione e articolazione dei poteri sul modello delle democrazie occidentali.

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