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Vita quotidiana

Città

La città è un agglomerato permanente di individui e di edifici contigui, destinati a uso abitativo, amministrativo, produttivo o commerciale. Essa riveste un ruolo centrale nel sistema sociale del territorio. Sin dall’età antica la città è stata il luogo nel quale si esercitano i tre elementi fondamentali della vita sociale: la funzione religiosa (con templi dedicati al culto della divinità), quella militare (essa infatti rappresenta un elemento di difesa degli abitanti e di controllo del territorio circostante) e quella mercantile (è il luogo stabile di scambio delle merci).

Il mondo antico e il mondo alto-medievale
Le prime città sorsero in Medio Oriente, nella zona della Mezzaluna Fertile, tra l’VIII e il V millennio a.C. Nacquero in quest’area insediamenti organizzati delimitati da una cinta muraria, di grandezza incomparabilmente superiore a quella dei villaggi. La città divenne presto anche centro di vita politica, in particolare nel mondo classico greco e romano. In Grecia, la polis si sviluppava attorno al suo nucleo centrale costituito dall’agorà (al contempo centro economico e una delle più importanti sedi del potere politico) cinta da portici; le strade, sia nelle zone accidentate sia piane, si intersecavano fra loro ad angolo retto. Roma importò nell’organizzazione delle città il modello planimetrico regolare degli accampamenti militari (castra), incentrato sul cardo e sul decumano (le due strade ortogonali che individuavano il centro e l’orientamento del castrum), per organizzare la disposizione di strade, piazze, templi e fori. Nell’Alto Medioevo europeo, le città persero la loro centralità, pur conservando spesso una cerchia di mura e una ridotta attività commerciale; molte di esse traevano inoltre importanza dal fatto di essere sedi episcopali. Fuori dalle città si svilupparono invece forme di insediamento religiose (abbazie e monasteri) e militari. Qualche elemento di continuità con il passato era riscontrabile in Italia: dopo la caduta dell’Impero romano, le città (pur in decadenza economica e civile) continuarono a svolgere un ruolo religioso (con l’insediamento degli episcopati cristiani) e amministrativo (in epoca longobarda e franca).

La rinascita delle città dal Basso Medioevo al Rinascimento
Nel Basso Medioevo, grazie all’espansione demografica e allo sviluppo economico, le città rinacquero attorno alla chiesa-cattedrale, si attrezzarono per la propria difesa e ripresero a catalizzare le attività commerciali e manifatturiere. Si svilupparono le città sedi del potere politico, i porti, i centri commerciali e finanziari. Le città occidentali ottennero spesso anche l’autonomia giuridica, gelosamente difesa ed esaltata dai liberi Comuni. Si trattava comunque di città di piccole dimensioni, che crescevano in modo irregolare, senza alcuno studio planimetrico. In epoca rinascimentale e barocca le nuove concezioni della prospettiva determinarono la presa di coscienza estetica della strada come “veduta”
e della piazza come “entità” e non come casuale assommarsi di edifici: furono quindi progettate molte “città ideali”, solitamente a impianto radiocentrico. Infine l’evoluzione militare con l’uso di sempre più potenti artiglierie rese superfluo il vincolo territoriale delle cinte murarie difensive.

La rivoluzione industriale e l’intervento dell’amministrazione
Le trasformazioni economiche indotte dalla rivoluzione industriale modificarono radicalmente il panorama delle città. La concentrazione delle fabbriche nei centri cittadini e l’emigrazione dalle campagne portarono all’espansione incontrollata dei centri urbani con la creazione di quartieri operai. Le caratteristiche peculiari delle diverse città si attenuarono così fino a scomparire nelle anonime periferie operaie. In tutte le città industriali i lavoratori e le loro famiglie vivevano in case piccole e malsane, in quartieri sovraffollati. Antichi borghi di campagna divennero in pochi anni grandi città industriali, antiche città videro crescere a dismisura la loro popolazione. Nel corso del XIX sec. la popolazione urbana europea crebbe di circa sei volte, e contemporaneamente iniziò ad affermarsi il principio per cui spettava all’autorità pubblica provvedere le città dei servizi essenziali come le fognature, le strade, gli acquedotti, l’illuminazione ecc. Dal canto loro i proprietari furono sottoposti a vincoli, precisati nei regolamenti edilizi. L’amministrazione pubblica intervenne in alcuni casi direttamente per ristrutturare gli spazi urbani. Famoso è il caso di Parigi, dove il prefetto G.E. Hausmann costruì ampi boulevards (1853-70), eliminando interi rioni, per motivi di ordine pubblico (nelle strade larghe era più difficile costruire barricate durante le non infrequenti insurrezioni popolari dell’epoca) e per migliorare la funzionalità e l’aspetto estetico della città. L’esempio parigino fu spesso imitato nelle altre capitali europee che provvidero a regolare l’assetto del territorio attraverso la predisposizione di piani urbanistici. Negli USA sorsero intanto i primi grattacieli (Chicago, 1879), segno dello sviluppo tecnico dell’edilizia e dello sfruttamento intensivo dello spazio.

Le megalopoli
Nella seconda metà del XX sec. la popolazione urbana si è notevolmente accresciuta, passando dal 30% del totale nel 1950 al 42% della fine degli anni ’80. Dopo l’assorbimento dei centri minori si è assistito alla saldatura fra loro di diversi centri urbani: è nata così la megalopoli, l’immensa metropoli che si espande, talvolta, per centinaia di chilometri con pochi spazi destinati al verde. Le megalopoli presentano drammatici problemi di traffico e tassi di inquinamento atmosferico molto elevati; ciò ha condotto al fenomeno della deurbanizzazione dei vecchi centri che hanno visto sostituirsi alle abitazioni le imprese commerciali e i servizi.

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