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• Capire gli effetti della rivoluzione industriale;
• Individuare le aree di diffusione della rivoluzione industriale;
• Indicare le differenze tra prima e seconda rivoluzione industriale;
• Indicare i fattori che hanno determinato la terza rivoluzione industriale.
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La prima rivoluzione industriale
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Le attività manifatturiere risalgono a una tradizione antichissima. Fra le prime tracce lasciate dall'uomo preistorico si annoverano i prodotti delle cosiddette "industrie paleolitiche", che comprendono armi e utensili. In senso generico si chiama prodotto industriale qualsiasi oggetto prodotto dalla mano dell'uomo. Si usa, tuttavia, distinguere l'artigianato (in cui più propriamente rientrano le attività preistoriche) dall'industria vera e propria.
L'artigianato opera a piccola scala: l'operatore, eventualmente con qualche aiutante, si concentra su un singolo pezzo alla volta, senza operazioni standardizzate. Ogni prodotto artigianale è unico. L'industria ha per scenario la fabbrica, dove le operazioni richiedono grande dispendio di energia, e dove l'operatore lavora a fianco di moltissimi altri, compiendo operazioni pianificate e supervisionate in modo sistematico, al fine di ottenere prodotti omogenei e intercambiabili.
Naturalmente l'industria e la fabbrica hanno assunto caratteri assai diversi nel tempo: da opifici dove il lavoro operaio era meccanico e ripetitivo, come inserire e avvitare bulloni in macchine che scorrevano lungo una catena di montaggio, fino alle attuali fabbriche interamente automatizzate e computerizzate, nelle quali il lavoro da operaio di vecchio tipo è sostituito dagli automatismi delle macchine, mentre gli addetti si occupano piuttosto della manutenzione e della supervisione degli impianti. In taluni casi la fabbrica conserva ancora aspetti artigianali, per esempio nelle lavorazioni che non si prestano alla meccanizzazione, come la ceramica e, in parte, la vetreria.
La rivoluzione industriale: un nuovo modo di produrre
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Intorno alla metà del XVIII secolo, la prima rivoluzione industriale, grazie anche all'introduzione di una serie di innovazioni tecnologiche, instaurò un sistema di produzione molto diverso da quello precedente, non più basato su attività manifatturiere sparse nelle campagne, che utilizzavano fonti di energia tradizionali (animali, vento, acqua), ma sul lavoro degli operai nelle fabbriche, con l'impiego di macchine alimentate con combustibili fossili. La macchina a vapore (inventata nel 1698 e più volte perfezionata nel corso del XVIII secolo), applicata al drenaggio delle miniere, che tendevano a essere invase dall'acqua, aumentò la produzione di carbone e di altri prodotti minerari (ferro, rame, stagno, piombi ecc.). La sua applicazione al settore tessile permise di meccanizzare la filatura e la tessitura. Ne beneficiò in particolare la produzione di manufatti di cotone, la cui fibra, più forte delle altre, si prestava meglio a resistere agli strappi delle primitive macchine. L'industria siderurgica si valse della macchina a vapore per far funzionare i mantici dei forni per fondere il minerale di ferro. Un grande passo avanti fu l'introduzione del carbone di gasificato (coke) per la fusione del minerale negli altiforni, ai primi del XVIII secolo, cui seguì una serie di altre invenzioni che permisero, a partire dalla metà del XIX secolo di produrre acciaio su scala industriale.
Macchine a vapore perfezionate e leggere, con elevate pressioni di vapore, equipaggiarono le prime locomotive, aprendo l'era delle ferrovie e rivoluzionando il sistema dei trasporti. Si affermarono poi le navi a vapore, che soppiantarono gradualmente i pur perfezionatissimi velieri.
La rivoluzione industriale ebbe inizio in Gran Bretagna perché questo Paese fu favorito da una serie di fattori sociali, politici, geografici ed economici.
· I fattori sociali consistevano soprattutto nel fatto che sia gli aristocratici sia i proprietari terrieri inglesi non disprezzavano le attività produttive e commerciali, a differenza di quanto accadeva altrove in Europa (ad esempio in Francia e in Spagna);
· I principali fattori politici consistevano nella libertà economica e politica; una conseguenza diretta della libertà fu l'afflusso di profughi da altri Paesi, come gli Ugonotti francesi, che portarono in Inghilterra tecniche progredite in campo tessile e agricolo;
· I fattori geografico fisici erano vari:
- il clima umido, che forniva abbondanza d'acqua favorendo così l'agricoltura, canali per la navigazione interna ed energia per gli usi industriali. Inoltre, questo clima era favorevole all'allevamento ovino, consentendo di ottenere un'elevata produzione di lana;
- l’insularità e le grandi dimensioni territoriali, che ponevano il Paese al riparo dalle invasioni;
- l’accesso al mare e la ricchezza di porti lungo le coste, che facilitavano i commerci marittimi;
- un territorio con un rilievo generalmente dolce, che facilitava le comunicazioni
· Anche i fattori economici erano vari:
- l’abbondanza di materie prime (lana e carbone);
- il florido commercio estero e coloniale (apportatore di ferro, cotone, rum, tabacco ecc.);
- il fatto di costituire il più vasto mercato unificato d'Europa, reso possibile sia dal rapido aumento della popolazione sia dalla mancanza di barriere doganali interne, ancora presenti negli altri Paesi europei.
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