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Le rivoluzioni industriali
 Le rivoluzioni industriali

La seconda rivoluzione industriale

Trattore con motore a scoppio della Ford. Stati Uniti, 1908 
La seconda rivoluzione industriale incominciò a manifestarsi, nei Paesi più avanzati, intorno al 1900 e si verificò con una maggiore simultaneità a differenza della precedente rivoluzione, in cui vi erano stati forti sfasamenti temporali fra la Gran Bretagna e gli altri Stati: alcuni Paesi ritardarono tanto il processo di industrializzazione da saltare del tutto la prima rivoluzione e cominciare direttamente dalla seconda, come nel caso dei Paesi Bassi, nei primi anni del Novecento. La caratteristica principale di questa seconda fase fu la sostituzione del carbone, come fonte energetica, con l'elettricità e il petrolio. Verso la fine del XIX secolo furono inventati la centrale elettrica e il motore elettrico. Queste due importantissime innovazioni permisero sia lo sviluppo di molti settori industriali sia di modificare i criteri con cui venivano localizzate le industrie. L'energia elettrica non è facile da immagazzinare, ma può essere trasportata a grande distanza. In tal modo divenne possibile localizzare fabbriche non più vicino alle miniere di carbone, come avveniva con la prima rivoluzione industriale, ma ovunque lo si desiderasse. L'industrializzazione si avviò quindi a diventare un fenomeno assai più diffuso.

La prima lampadina realizzata da Edison 
I nuovi settori chiave

La seconda rivoluzione industriale fu caratterizzata da tutta una nuova serie di settori chiave. Il settore elettromeccanico forniva centrali e motori elettrici, ma anche telefoni, radio e frigoriferi. I frigoriferi, a loro volta, rivoluzionarono l'industria alimentare e i consumi privati, permettendo il lungo immagazzinamento di derrate come la carne e il loro trasporto a grande distanza. Il settore meccanico del motore a combustione interna, che permise un eccezionale progresso nei trasporti, ebbe un notevole sviluppo, soprattutto dopo l'introduzione della catena di montaggio negli Stati Uniti a opera di Henry Ford nel 1913: nacquero così le "città dell'automobile" come Birmingham e Coventry (Gran Bretagna), Wolfsburg, Stoccarda, Monaco (Germania), Torino (Italia), Detroit (USA). Il settore della metallurgia non ferrosa compì un grande progresso, specie con l'adozione delle leghe leggere per lo più basate sull'alluminio, per il quale si usarono forni elettrici: ciò favorì la tendenza di questo tipo di industrie a localizzarsi in Paesi e regioni con energia elettrica a basso prezzo (Svezia, Stati Uniti, Canada). Enorme importanza acquistò la chimica, sulla base di un rapido progresso scientifico. Grande sviluppo ebbero anche, soprattutto in seguito alla crescente diffusione dei trasporti automobilistici, l'industria petrolchimica, insieme a quella delle materie plastiche e a quella farmaceutica.

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Indice

-La seconda rivoluzione industriale
-Vecchie e nuove localizzazioni industriali
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