I grandi quarterback del football americano
a cura di Francesco Clementi
Un giocatore dei Dallas Cowboys si invola verso la meta (Foto: Farabolafoto)
Il cervello della squadra Il football americano è (ancora) un fenomeno tutto statunitense: la sua esportazione risulta più difficile di quella degli hot dog o della Coca Cola. In Europa e in Italia continua a rimanere in larga parte un oggetto misterioso. I motivi sono molti, a cominciare dalla complessità delle regole e dalla specializzazione maniacale di ogni singola fase di gioco. Se i calciofili più esigenti storcono il naso di fronte alle rose sempre più ampie delle squadre del nostro campionato di calcio, subiscono un autentico shock quando scoprono che nel football esistono una squadra per la difesa, una per l’attacco, e perfino gli special teams per i momenti “particolari” dell'incontro. Eppure, fra le montagne di muscoli e le protezioni da gladiatori, l’attenzione viene presto catturata da un giocatore diverso da tutti gli altri. Di solito è un piccoletto (o meglio, non è un gigante come quelli che lo circondano), gli danno la palla ad ogni azione, tutto in campo sembra ruotare attorno a lui: gli avversari cercano di placcarlo come tori infuriati, i compagni lo proteggono o scattano in avanti attendendo il passaggio. È il quarterback, il regista della squadra.