tessuto eseguito a telaio in cui l'ordito (o catena) è interamente ricoperto
dalla trama, i cui fili formano il disegno.
La tecnica: alto liccio e basso
liccio
La lavorazione dell'arazzo può essere eseguita con due tipi di telaio,
verticale o orizzontale, detti anche ad alto e a basso liccio (il liccio è
l'organo del telaio che distanzia i fili dell'ordito per potervi inserire quelli
della trama). Nel telaio verticale l'arazziere sta dietro al telaio, avendo
davanti quello che sarà il rovescio dell'arazzo e dietro a sé il cartone col
disegno, in modo che per controllare il lavoro deve spostarsi sul davanti,
oppure servirsi di uno specchio. Nel telaio orizzontale il cartone è posto sotto
l'ordito e l'arazziere deve spostare i fili per controllare il disegno: il
cartone è riprodotto in senso inverso, l'esecuzione avviene quindi in
controparte. La lavorazione a basso liccio è più spedita (ma non diversa nei
risultati) perché i licci vengono spostati con un pedale e non a mano come
nell'alto liccio. Il tessuto d'arazzo acquista una consistenza diversa in ordine
al materiale scelto per l'ordito, al numero dei fili di ordito per centimetro
(da 4 a 12 e più), alla tensione degli stessi. Molti arazzi presentano
caratteristici difetti di lavorazione, come l'ondulazione del tessuto,
l'eccessiva rigidezza o un'esecuzione troppo rada, che lascia in vista i fili
dell'ordito.
Lo stacco, l'hachure e il battage
Una
singolarità tipica dell'arazzo è lo stacco,
l'apertura che rimane quando nel tessuto sono accostate
direttamente e verticalmente due zone di colore diverso. Gli
stacchi, frequenti negli arazzi antichi, sono limitati per non
indebolire il tessuto. Per tale ragione di solito le figure vengono
disposte perpendicolarmente alla catena, e si ricorre al tratteggio
d'arazzo o hachure, già noto nel medioevo, e,
più recentemente (arazzi francesi contemporanei), ai fili
commisti che danno una tipica punteggiatura. Una tecnica
particolare, introdotta nell'arte arazziera fin dal medioevo,
è il battage, con l'intento di evitare il
fondo monocromo ravvivandolo con striature colorate. Si ottiene con una serie di
tratteggi a lunghe strisce, avvicinate o sovrapposte, di colori multipli.
Gli arazzi antichi
Per quanto esistano
esempi di antichi tessuti egiziani, cinesi ecc., genericamente
indicati come arazzi, i primi pezzi che possono essere considerati
tali risalgono ai secc. XI (Panno di S. Gereone, già
nell'omonima chiesa di Colonia, ora smembrato in varie collezioni
europee) e XII (Panno di Baldishol, Oslo, Kunstindustrimuseet), e
in senso proprio si può parlare di arazzi solo dal sec. XIII, quando in Francia
l'attività arazziera è testimoniata dagli statuti delle corporazioni. Nel sec.
XIV l'arazzo ha grande diffusione in Francia e nelle Fiandre. In questo periodo,
oltre ai soggetti sacri e profani (soprattutto scene cavalleresche), sono
frequenti le decorazioni a millefiori, con minuti disegni di fiori ed erbe su
fondo blu.