 | Gabrieli, Giovanni
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compositore (Venezia ca 1554/57-1612). Nipote di Andrea Gabrieli, fu suo allievo e gli succedette
nel 1586 come primo organista in S. Marco conservando l'incarico
fino alla morte. Non si hanno maggiori dettagli sulla sua vita, se
non la testimonianza, peraltro discutibile, che lo vorrebbe a
Monaco fra il 1575 e il 1579. Fu conosciuto in tutta Europa e, come
il celebre zio, accolse alla sua scuola musicisti poi divenuti
famosi (fra tutti H. Schütz). Tenne inoltre contatti con Hans Leo Hassler, mentre non conobbe
personalmente Michael Praetorius il quale,
illustrando ampiamente la sua musica nel Syntagma musicum,
diede un contributo determinante all'instaurazione del mito dei
Gabrieli in Europa. Giovanni si mosse lungo le direttrici
stilistiche individuate dallo zio, del quale fu però
innovatore più profondo, soprattutto nel campo della musica
strumentale pura di cui è considerato il creatore. Egli
estese a essa i principi della policoralità, della
sovrapposizione e alternanza di cori e voci singole, perseguendo un
possente e solenne gioco di contrasti da sviluppare, oltre che con
un sapiente dosaggio delle sonorità, con arditi procedimenti
di sequenza, progressione e sovrapposizione. Nelle sue canzoni
da sonar (fu il primo a usare sistematicamente il termine sonata ) utilizzò un numero di voci
variabile da 6 a 20: celebre fra tutte è la Sonata pian e
forte a 8 (1597). Minore importanza hanno le composizioni per
organo, mentre nella produzione vocale, sacra e profana, egli
dimostrò una tecnica ancora superiore a quella di Andrea nel
trattamento della coralità, integrata con ricchi cori di
strumenti (in particolare ottoni) con funzione concertante. Fra le
sue raccolte emergono le due Sacrae Synphoniae (1597 e 1615)
contenenti rispettivamente 44 e 32 composizioni.
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