 | Gesualdo, Carlo
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compositore (Napoli ca 1560-1613). Nipote per parte di madre di
Carlo Borromeo, si rese celebre per due episodi: l'uccisione della
giovane moglie Maria d'Avalos, colta in flagrante adulterio con
l'amante Fabrizio Carafa (1590), e il secondo matrimonio con
Eleonora d'Este, nipote del duca Alfonso II (1594). Formatosi alla
scuola di qualche maestro napoletano che frequentava la casa del
padre (forse Pomponio Nenna, Giovanni Leonardo Primavera o Giovanni de Macque), con il trasferimento alla
corte di Ferrara Gesualdo varcò la soglia dell'accademia
musicale più aristocratica ed esclusiva del Rinascimento,
dove operavano T. Tasso, G. B. Guarini, L. Luzzaschi e G. de Wert.
Compositore estroso e personalissimo, scrisse 6 libri di madrigali
a 5 voci (i primi quattro pubblicati a Ferrara tra il 1594 e il
1596, gli ultimi due a Gesualdo, vicino a Napoli, nel 1611), 2
libri di mottetti e uno di responsori, più alcuni madrigali
a 6 voci pubblicati nel 1626 da M. Efrem e le canzonette a 5 voci
che Nenna incluse nel suo Ottavo Libro di Madrigali (1628).
Ciò che caratterizza i madrigali di Gesualdo è un
atteggiamento espressionistico che si manifesta attraverso la
continua alternanza di ombre e luci, di contorcimenti cromatici, di
salti melodici dissonanti e di successioni accordali audaci e
imprevedibili, cui il compositore affida il compito di svelare
l'ineffabilità del dolore, della speranza o della gioia. In
ogni caso il risultato fonico resta sorprendente, sottolineato
com'è da uno stile vocale declamatorio che si discosta tanto
dall'esperienza precedente di un L. Marenzio, quanto dal suo
contemporaneo C. Monteverdi.
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