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La nascita di Venere> Immagini di Venere

Personificazione eterna dell'amore, Venere è raffigurata in un'ampia varietà di immagini e di pose, ora vista come simbolo di purezza, ora come espressione di una sensualità conturbante.

Dal Rinascimento in poi Venere è stata la figura mitologica femminile più rappresentata nell'arte occidentale. Il suo ruolo di dea dell'amore giustificò il fatto che venisse dipinta senza veli e il suo nome era talvolta solo un pretesto per poter commissionare un nudo femminile; difatti anche se spesso è inserita in una scena che illustra il suo mito, altre volte è solo un nudo, magari accompagnato dai simboli della sua divinità, per esempio uno specchio.

Per i neoplatonici fiorentini del Quattrocento come Lorenzo di Pier Francesco de' Medici, mecenate del Botticelli, c'erano due Veneri, immagini rispettivamente della natura spirituale e di quella fisica dell'amore. Secondo tale teoria, formulata per la prima volta dal filosofo greco Platone, la Venere celestiale personificava l'amore nato dalla contemplazione del divino mentre la Venere terrena attendeva di trasformarsi in quella celestiale. Nei dipinti, la prima era raffigurata nuda, simbolo di purezza, mentre la Venere terrestre era vestita elegantemente e ricoperta di gioielli.

Le leggende relative a Venere e ai suoi amanti furono temi molto amati dai pittori, in particolare il mito di Venere e Adone, il bellissimo giovane di cui la dea s'innamorò, ucciso durante una caccia, e quello di Venere e Marte (suo amante e dio della guerra), soggetto spesso ripreso in epoca rinascimentale per celebrare nozze o fidanzamenti. Tra le altre rappresentazioni ricordiamo Il trionfo di Venere, dove la dea è seduta sul suo carro trionfale; Il bagno di Venere, in cui appare distesa mentre si rimira in uno specchio retto dal figlio Cupido; il Giudizio di Paride, la celebre contesa fra Venere, Minerva e Giunone per premiare la dea più bella. Nel corso dei secoli la dea appare in molte allegorie con personaggi mitologici.

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Il tema del Trionfo di Venere (1740) diede a François Boucher l'opportunità di dipingere un'elegante fantasia di nudi in uno scenario spettacolare. Il dipinto fu commissionato dal conte Tessin, ambasciatore di Svezia presso la corte francese e per breve tempo amante della moglie di Boucher. Si pensa che le fattezze di Venere siano state ispirate proprio da Madame Boucher.

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La deliziosa Venere (1532) di Lucas Cranach esprime un ideale raffinato e tipicamente rinascimentale di bellezza muliebre. Da notare la delicatezza e la maestria con cui viene resa la trasparenza del velo retto dalla dea.