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La Galleria degli Uffizi

L'edificio, un tempo fulcro del potere dei Medici, ospita una superba raccolta di opere d'arte comprendente tra l'altro
alcuni dei più celebri dipinti di Botticelli

La lunga storia degli Uffizi incominciò nel luglio del 1559, quando Cosimo I de' Medici diede avvio all'ambizioso progetto di riunire in uno stesso edificio tutti gli uffici amministrativi (da qui il nome "Uffizi") di Firenze. Formalmente progettato per offrire "maggiore comodità al pubblico", in realtà nasceva dall'interesse dei Medici a concentrare in un'unica sede tutte le attività del governo cittadino.

Cosimo ne affidò la realizzazione a Giorgio Vasari, autorizzandolo a demolire l'antico quartiere della Baldracca alle spalle di Piazza della Signoria per far posto alla nuova costruzione. I lavori avanzarono in fretta, ma l'opera era talmente vasta che né Cosimo de' Medici né Giorgio Vasari vissero abbastanza a lungo per vederla finita. Fu infatti Bernardo Buontalenti a portare a termine l'impresa (nel 1580) per incarico di Francesco I.

La struttura del lungo edificio a "U", con la facciata corta prospiciente il fiume, non fu soltanto splendida da vedere, ma rappresentò un autentico capolavoro di architettura e ingegneria, tenuto conto che si ergeva per la maggior parte su terreno sabbioso e che aveva dovuto incorporare alcune parti di edifici preesistenti, tra cui la chiesa di San Pietro Scheraggio e il palazzo della Zecca (dove nel 1252 erano stati coniati i primi fiorini).

Quando la costruzione fu portata a termine, venne chiamato un gruppo di artisti per le decorazioni. Allori, Bizzelli e Pieroni eseguirono una serie di dipinti a grottesche nella Galleria. Inoltre venne creato un giardino pensile sulla Loggia dei Lanzi, mentre internamente venne aggiunto un elemento decisamente insolito, un teatro costruito in occasione del matrimonio di Virginia de' Medici con Cesare d'Este. La maggior parte dei dipinti di Botticelli è oggi esposta nel lato in cui si trovava il teatro.

Il nucleo della raccolta della Galleria è costituito in maggior parte dalle opere commissionate o acquistate dai vari membri della dinastia dei Medici nel corso dei secoli. Infatti vi sono confluite opere realizzate già nel Quattrocento per Cosimo il Vecchio (come la celebre Battaglia di San Romano, di Paolo Uccello, o la Madonna di Alessio Baldovinetti), Lorenzo il Magnifico e Pier Francesco (basti ricordare i capolavori del Botticelli). Inoltre a Cosimo I si devono numerosi ritratti "di famiglia" a opera del Bronzino e l'acquisizione di insigni opere antiche, poi passate al Museo Archeologico, istituito nel 1870; a Francesco I i quadri di Raffaello, Piero di Cosimo, Pontormo e altri. Una serie di fortunate eredità accrebbe in seguito la raccolta: la più importante fu quella dei Della Rovere di Urbino che, alla morte dell'ultimo duca, Francesco Maria II (1631), portò a Firenze capolavori quali la Venere di Tiziano e i ritratti dei duchi di Urbino di Piero della Francesca. Al cardinale Leopoldo spetta, invece, l'avvio di due grandi raccolte, continuamente accresciute nei secoli successivi: una collezione di autoritratti unica al mondo e una magnifica selezione di disegni. Nel 1737, dopo la morte dell'ultimo Medici, l'intera collezione venne donata alla città di Firenze.

Giorgio Vasari