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La passione per il disegno
Contemporaneo e amico degli impressionisti,
Degas si distinse per
lo stile e la scelta dei soggetti. Visse solo per l'arte
e quando la vista lo
abbandonò preferì ritirarsi in solitudine.
Edgar Degas partecipò a sette delle otto grandi mostre
impressioniste, ma, nonostante il ruolo centrale che gli
viene attribuito, solo per alcuni aspetti può essere
assimilato al movimento. Infatti, egli non aveva particolare
interesse per il paesaggio né per i sottili giochi
di luce e inoltre, contrariamente ad altri artisti, ad esempio
Claude Monet, la sua arte si fondava essenzialmente sul
disegno. Ciò che accomunava Degas agli impressionisti
era il gusto innovativo e informale di dipingere la realtà,
e in effetti nessun altro pittore dell'epoca riuscì
a ritrarre una tale varietà di temi del mondo cittadino
dell'Ottocento.
Può sembrare ironico che proprio nell'ultimo decennio
del secolo, quando il gruppo si era ormai sciolto, la pittura
di Degas si avvicinasse in modo tanto evidente al gusto
impressionista. Ma le forme indefinite e i colori pieni
erano probabilmente una conseguenza del calo della vista
più che un tentativo di trasmettere il senso di spontaneità
e di movimento. Degas riteneva anzi che la spontaneità
gli fosse estranea: "La mia arte", diceva, "è
il risultato di meditazione e studio dei grandi maestri;
non so nulla d'ispirazione, spontaneità, temperamento".
Senza dubbio dava grande importanza al lavoro preliminare,
ricorrendo spesso, per le opere più importanti, a
un certo numero di studi preparatori, e negli ultimi anni
rielaborò più volte le immagini predilette,
ricalcando in alcune occasioni su carta lucida vecchi disegni
per ricavare un primo abbozzo della nuova opera. Questi
metodi appaiono frutto di calcolo più che di libertà
espressiva, ma rappresentano soltanto una sfaccettatura
della poliedrica personalità artistica di Edgar Degas,
che rimane fra i pittori più originali e innovativi
della sua epoca,
sempre incline a sperimentare nuove soluzioni tecniche.
Agli inizi utilizzò con grande maestria la tecnica
tradizionale dell'olio su tela, ma in seguito sperimentò
un'ampia varietà di materiali e di combinazioni assolutamente
fuori del comune. Spesso dipinse su cartone invece che su
tela, utilizzando per lo stesso quadro tecniche miste, per
esempio olio e pastello.
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