La Cappella degli Scrovegni
Gli affreschi eseguiti per decorare chiese e cappelle sono
i massimi capolavori di Giotto e, fra quelli di attribuzione
pressoché certa, i pił importanti si trovano a Padova,
nella Cappella degli Scrovegni.
Non sono molte le opere di Giotto giunte integre fino a noi
e soltanto uno dei suoi capolavori si trova in una galleria
d'arte: la Madonna d'Ognissanti alla Galleria degli
Uffizi di Firenze. Un ristretto numero di altri musei, fra
cui la National Gallery di Londra e quella di Washington e
il Louvre a Parigi, ospitano tavole che sono attribuite a
Giotto o alla sua scuola, ma sono da considerare come semplici
appendici di una produzione altrimenti più significativa.
È con la tecnica dell'affresco che Giotto creò
i suoi più grandi capolavori e sono tre i luoghi
ove sono ospitati i cicli maggiori associati al suo nome:
fra essi, quelli della basilica di San Francesco di Assisi
sono di dubbia attribuzione e quelli in Santa Croce a Firenze
hanno subito seri danni. La Cappella degli Scrovegni di
Padova, invece, è magnificamente conservata e l'attribuzione
degli affreschi appare certa al di là di ogni ragionevole
dubbio: si tratta perciò dell'unico luogo che può
dare pienamente l'idea del genio di Giotto.
La cappella è nota anche come Cappella dell'Arena
perché venne costruita sul sito di un'antica arena
romana (o anfiteatro), che oggi si trova a ridosso delle
mura esterne della città di Padova. Il terreno venne
acquistato nel 1300 da Enrico Scrovegni, uno fra i più
nobili cittadini patavini, per costruirvi la sua residenza
con annessa la cappella sul lato meridionale. Mentre l'edificio
è andato completamente distrutto, la cappella è
rimasta intatta. La parete settentrionale, direttamente
addossata all'edificio originario, era priva di finestre
e quindi si offriva nella sua totalità per essere
decorata. L'interno appare disadorno: non vi sono cornicioni,
modanature, colonne, volte o altri particolari elementi
architettonici, e venne evidentemente concepita per essere
ornata con affreschi.
Anche all'esterno la struttura della cappella appare semplice
e essenziale, costruita di mattoni e pressoché priva
di qualunque decorazione: in definitiva, un vero e proprio
contenitore destinato alla pittura. Non sappiamo chi fosse
l'architetto (è stata avanzata l'ipotesi che lo stesso
Giotto potesse aver contribuito al progetto) e non ci sono
pervenuti documenti sulle date esatte di costruzione. Pare
comunque che i lavori abbiano avuto inizio nel 1303 e la
consacrazione nel 1305; in base alle più recenti
datazioni, gli affreschi di Giotto vengono fatti risalire
al periodo 1303-06.
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