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Arte
I Grandi dell'Arte: Giotto
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Un nuovo naturalismo

Liberatosi dalle rigide convenzioni dello stile bizantino che avevano imperato per secoli, Giotto, con il suo approccio naturalistico, introdusse nell'arte italiana nuovi valori pittorici: sostanza, profondità, espressione e forza narrativa.

Sin da quando era in vita, Giotto era considerato un pittore di grande forza e originalità che superava di gran lunga i suoi contemporanei. Nelle generazioni successive, critici e artisti ne consolidarono il ruolo di assoluto protagonista nel panorama artistico. I maestri del Rinascimento gli riconobbero un'enorme influenza, e fra essi Leonardo da Vinci, secondo il quale l'arte di Giotto superava non solo i grandi della sua epoca, ma anche artisti vissuti molti secoli prima. Probabilmente il miglior compendio della sua opera è da attribuire al pittore fiorentino Cennino Cennini, il quale, intorno al 1400 scrisse un trattato sui metodi e materiali della pittura intitolato Il libro dell'Arte, nel quale osservò che Giotto seppe tradurre l'arte della pittura dal greco al latino e la rese moderna.

Con "greco" Cennini intendeva "bizantino", in riferimento allo stile artistico formale e conservatore che veniva praticato in Europa entro i confini dell'impero ed era estremamente influente ovunque. L'impero, che aveva il suo fulcro in Costantinopoli (l'antica Bisanzio) sopravvisse per oltre un millennio, dal 330 al 1453 d.C. L'arte bizantina, dallo spirito profondamente religioso, si irrigidì progressivamente in schemi formali che ammettevano minime variazioni nella scelta dei soggetti o nel modo di affrontarli. Prive di rilievo nelle linee e nei tratti esteriori, le figure mostravano un'espressività remota.

Giotto non fu il primo artista italiano a spezzare queste convenzioni, preceduto di poco dal suo presunto maestro Cimabue (1240-1302) e dal pittore e mosaicista Pietro Cavallini, attivo a Roma nell'ultimo quarto del Duecento e a Napoli all'inizio del Trecento. Entrambi ammorbidirono la rigidità dell'arte bizantina, umanizzando le figure con un più spiccato rilievo tridimensionale. Tuttavia Giotto spinse questo processo alle estreme conseguenze: gli spazi evocano un credibile senso di profondità, le figure esprimono una nuova concretezza rappresentativa e prendono vita mediante espressioni e gesti che danno sfogo alle emozioni umane, come mai era accaduto nell'arte figurativa prima di allora. Proprio in virtù di questa impetuosa spinta naturalistica, Giotto viene considerato non solo il capostipite della gloriosa tradizione della pittura italiana, ma anche l'iniziatore di tutta la pittura europea.


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