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I Grandi dell'Arte: Giotto, il padre della pittura occidentale
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Il padre della pittura occidentale

Considerato dai contemporanei un maestro, Giotto venne consacrato come il capostipite dell'arte europea. Anche se esercitò un'influenza profonda e duratura, abbiamo poche notizie certe sulla sua vita.

Giotto di Bondone nacque intorno al 1270 molto probabilmente a Colle di Vespignano, una piccola località una ventina di chilometri a nordest di Firenze. Sia il luogo sia la data sono, tuttavia, da prendere con cautela, perché le notizie che riguardano la sua vita e le sue opere sono scarse e talvolta contraddittorie. Nonostante Giotto godesse di grande fama anche quand'era in vita, solo molti anni dopo la sua morte si cominciarono a raccogliere notizie biografiche su di lui e venne tentato un primo bilancio della sua produzione artistica.

Il primo biografo fu Giorgio Vasari (1511-74), autore delle Vite di grandi artisti, una fonte insostituibile per tutta l'arte rinascimentale italiana. Considerate le consuetudini e i mezzi dell'epoca, Vasari era indubbiamente un biografo coscienzioso, ma ciò non gli impedì di riportare frequenti imprecisioni, soprattutto riguardo gli artisti più lontani nel tempo: è il caso di Giotto che nel 1550, quando venne alla luce la prima edizione delle Vite, era morto da oltre due secoli. Secondo Vasari, Giotto sarebbe nato nel 1276, ma da una fonte attendibile si apprende che l'artista morì a settant'anni; se si fa riferimento quindi alla data della sua morte, certamente avvenuta nel gennaio 1337, si deduce che nacque nel 1266 o nel 1267.

La fonte in questione è una cronaca del 1373 circa, il Centiloquio di Antonio Pucci, poeta dilettante di Firenze. Quando Giotto morì, Pucci aveva circa trent'anni e probabilmente i due si conoscevano personalmente o forse Pucci risalì all'età di Giotto leggendo la lapide che si trovava sulla sua tomba nel Duomo di Firenze e che all'epoca del Vasari non esisteva più. A complicare ulteriormente il mistero delle date c'è anche l'ipotesi che Pucci o Vasari abbiano potuto semplicemente incorrere in una svista, scambiando il 1267 col 1276 o scrivendo "sessanta" invece di "settanta". C'è infine da dire che la cronaca di Pucci è in versi rimati e l'autore potrebbe aver arrotondato l'età di Giotto per esigenze poetiche. Molti commentatori ritengono comunque che la data avanzata da Pucci si accordi meglio con le attuali conoscenze sulla vita di Giotto, quindi, a meno di nuove clamorose scoperte, l'ipotesi generalmente accettata rimane quella che sia nato nel 1267 circa.

Dal momento che gli archivi, già setacciati a fondo, non possono fornire ulteriori rivelazioni, occorre affidarsi alle informazioni, pur frammentarie, in nostro possesso. I documenti ufficiali, comunque, riguardano soprattutto questioni legali o burocratiche come la compravendita di beni, per cui se si vuole ricostruire la giovinezza di Giotto bisogna basarsi su fonti posteriori, proprio quelle del Vasari, che, oltre tutto, era particolarmente incline a riferire aneddoti brillanti delle vite degli artisti.


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