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Dipinto da Raffaello
quando aveva solo venticinque anni, questo monumentale affresco
è uno dei massimi capolavori del Rinascimento e rappresenta
l'antico mondo della filosofia cui si ispiravano gli ideali
rinascimentali. Sotto le magnifiche volte a botte di un immaginario
edificio classico appaiono celebri filosofi dell'antichità
mentre discutono le loro scuole di pensiero. L'affresco venne
commissionato da papa Giulio II come parte di una serie di
dipinti per la sua biblioteca privata nel Palazzo Vaticano.
La sala venne in seguito utilizzata per la firma di documenti
ed è per questo motivo che viene chiamata la Stanza
della Segnatura. Al centro, incorniciati da un arco aperto
sul cielo, figurano i due principali filosofi dell'antichità,
Platone e Aristotele. Attorno a loro e ad altri filosofi e
matematici sono raccolti in gruppi i loro seguaci in un perfetto
equilibrio tra l'elemento architettonico e quello umano. Benché
basato su un passato ideale, il dipinto contiene parecchi
riferimenti ai contemporanei di Raffaello: Platone ha le fattezze
di Leonardo e la figura di Eraclito sui gradini potrebbe essere
un ritratto di Michelangelo, che a quel tempo stava lavorando
a meno di cinquanta metri di distanza, nella Cappella Sistina.
È riconoscibile anche un autoritratto di Raffaello
nel giovane che guarda verso di noi nell'angolo in basso a
destra.
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