|
Una sintesi magistrale
Le grandi opere realizzate da Raffaello negli anni della
maturità artistica presentano una straordinaria sintesi
delle migliori qualitàdei suoi contemporanei, soprattutto
Leonardo da Vinci e Michelangelo.
Raffaello fu uno dei tre grandi artisti (gli altri due
sono Leonardo da Vinci e Michelangelo) che dominarono il Rinascimento,
il periodo in cui, secondo i contemporanei e i critici di
molte generazioni successive, l'arte italiana raggiunse l'apice
della grandiosità e dell'armonia. Leonardo e Michelangelo
sono generalmente considerati i grandi innovatori del periodo,
mentre Raffaello è visto di solito come l'elemento
unificatore, colui che ha costruito sulle idee di altri fondendole
e raffinandole in una sintesi di estrema grazia. Sir Joshua
Reynolds, uno dei più eminenti pittori del Settecento,
così riassume questa concezione: "è dal
fatto di aver preso da tanti modelli che Raffaello stesso
divenne un modello per tutti i pittori successivi: sempre
imitando e sempre originale".
L'equilibrio dell'arte di Raffaello ne riflette il carattere,
molto diverso da quello dei suoi due famosi contemporanei.
Mentre Leonardo e Michelangelo erano di natura solitaria e
ossessionati dalla loro arte, Raffaello aveva ottimi rapporti
con tutti e veniva descritto come "sensibile e beneducato".
Le sue opere non hanno la difficile complessità intellettuale
di Leonardo, né la travolgente potenza di Michelangelo,
ma una grande dignità umana.
Giorgio Vasari, il grande cronista dell'arte rinascimentale,
parla della mancanza di estremi nell'opera di Raffaello definendola
quindi inferiore, sotto certi aspetti, all'arte di Leonardo
e di Michelangelo. Scriveva che "benché ci fossero
molti che pensavano che egli avesse superato Leonardo da Vinci
in dolcezza e in una certa facilità, nondimeno Raffaello
non raggiunse mai la sublimità dei concetti di Leonardo
o la grandezza della sua arte" e che lo stesso Raffaello
"si rendeva conto di non poter raggiungere la perfezione
di Michelangelo" nella specialità di quest'ultimo,
il nudo. Per molti critici successivi questa mancanza di estremi
era invece un punto di forza nell'arte di Raffaello: altri
artisti potevano superarlo in certi campi (Tiziano, per esempio,
era considerato migliore come colorista), ma nessun altro
seppe eguagliare la sua capacità di armonizzare ed
equilibrare le singole componenti pittoriche. |
|
|