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I bodegones

Il termine spagnolo "bodegón" indicava originariamente una taverna o una trattoria di infimo ordine, ma in seguito venne usato per i dipinti che illustravano scene di vita umile dove apparivano cibo e bevande. Alcuni raffiguravano effettivamente interni di taverne, ma altri erano ambientati semplicemente in cucine o in altri ambienti non meglio specificati. Nel periodo giovanile a Siviglia, all'incirca dal 1617 al 1623, Velázquez dipinse numerosi bodegones di cui rimangono una decina di esempi. A quei tempi erano considerati un genere frivolo, ma l'artista seppe conferire ai suoi dipinti un senso di profonda serietà dimostrando anche una straordinaria abilità nella rappresentazione naturalistica di oggetti e figure come è evidente nella Sguattera moresca (sotto). Quando si trasferì da Siviglia a Madrid, Velázquez portò con sé il suo bodegon più imponente, Il venditore d'acqua di Siviglia, e lo donò a un gentiluomo di corte, Juan de Fonseca, che lo aveva aiutato e sostenuto. Il dipinto era una specie di carta da visita che rivelava la sua maestria.



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