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Il faraone fanciullo

Tutankhamon diventa faraone

La spensierata infanzia di Tutankhaton fu però presto interrotta dalla morte del sovrano Ekhnaton, alla quale sembra abbia fatto seguito il breve regno (due anni circa) di un personaggio piuttosto misterioso, conosciuto con il nome di Smenkhara, che era probabilmente il terzogenito di Amenofi III. Dopo questa parentesi si aprì per il giovanissimo principe Tutankhaton la strada della successione al trono, giacché i suoi tre fratelli maggiori erano morti senza lasciare eredi maschi. La sua posizione regale fu rafforzata dal matrimonio con la principessa Ankhnesenpaton (la quale mutò poi il nome in Ankesenamon), figlia di Ekhnaton e di Nefertiti, che era già andata in sposa al proprio padre secondo il costume rituale egizio.
La consacrazione e l'incoronazione del sovrano ebbero luogo intorno al 1340 e, anche per pressione dei sacerdoti di Ammone ritornati alla loro posizione di preminenza dopo la parentesi amarniana, si svolsero tradizionalmente a Tebe. La solenne cerimonia iniziò alle prime luci dell'alba, con la visita al Tempio di Karnak, dedicato ad Ammone-Ra. Qui il futuro faraone, spogliato delle vesti e dei gioielli, ricevette dai supremi sacerdoti il battesimo con l'acqua consacrata e fu unto su tutto il corpo con oli sacri destinati a proteggerlo e a favorire la sua metamorfosi in dio vivente. Si procedette quindi all'incoronazione con il conferimento al sovrano del nome protocollare Nebkheperura ("Signore delle trasformazioni di Ra"), cui seguì un rito misterico incentrato sul contatto diretto tra il sovrano e Ammone. La celebrazione si chiuse al calar della sera con la morte simbolica del faraone, destinato a rinascere il mattino successivo ormai completamente trasformato in essere divino.