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Viaggio in Oriente
L'avventura di Enrico Cernuschi (1821-1896), patriota, finanziere, collezionista


Una mostra dedicata alla personalità poliedrica di Enrico Cernuschi: combattente per la libertà, finanziere, economista, colto e raffinato amante dell'arte orientale.

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Milanese di nascita ma di origini monzesi, Enrico Cernuschi può essere considerato l'esempio tipico dell'uomo del XIX secolo. Una vita caratterizzata dalla fusione di impegno politico, strategie finanziarie e passione collezionistica. Bastano pochi cenni sulla vita di questo tenace patriota per coglierne la ricchezza e le affascinanti "sfaccettature".

Gli esordi di attivista politico culminano con la partecipazione ai moti insurrezionali di Lombardia per l'indipendenza dall'Austria e a quelli romani contro lo Stato Pontificio. In seguito alla disfatta del nuovo stato repubblicano chiede e ottiene l'esilio in Francia. A Parigi dopo un periodo di iniziale assestamento comincia una nuova fase della sua vita con l'assunzione presso il Crédit Mobilier. Qui si avvicina a sistemi di finanziamento piuttosto complessi che gli permettono di essere fra i protagonisti del rinnovamento bancario dell'epoca accumulando enormi ricchezze. La carriera al Crédit sfuma poco dopo probabilmente a causa dell'attentato a Napoleone III da parte di Felice Orsini che Cernuschi aveva conosciuto in passato.

Dopo una parentesi di insolito sperimentalismo con la costituzione di una cooperativa di consumo che presto fallisce, si dedica pienamente alla finanza fondando la Banque de Paris e coltivando nel contempo gli studi d'economia che sfociano nella pubblicazione della Meccanica degli scambi.

La passione per la politica si fa sempre più pressante, Cernuschi decide di dimettersi per sostenere la battaglia per il plebiscito in Francia attraverso l'acquisizione di un notevole pacchetto di azioni del giornale di ispirazione democratica "Le Siécle". Poco dopo l'assassinio di un suo stretto collaboratore ed amico lo amareggia profondamente e lo induce a lasciare la Francia nel 1871 in compagnia del critico d'arte Théodore Duret. L'anno successivo giunge in Giappone, prima trappa di un Grand Tour che toccherà Cina, Mongolia, Giava e India.

Avido osservatore degli usi e costumi di Paesi così estranei alla cultura occidentale, affascinato dal contatto con le manifestazioni artistiche di civiltà sconosciute, Cernuschi attraverso la mediazione di numerosi personaggi acquista manufatti di ogni genere nell'intenzione di formare una collezione concepita fin dall'inizio come vero e proprio museo, repertorio di forme e stili. Ritornato a Parigi, organizza al Palais de l'Industrie una grande mostra per assecondare il gusto francese per l'Estremo Oriente che all'epoca si manifestava attraverso la curiosità verso l'oggettistica di quelle terre. La mostra accompagna il primo congresso internazionale degli orientalisti. Ultimo, ma non meno importante atto di questo appassionato amatore dell'oriente, è l'acquisto di un palazzo rinascimentale in Avenue Vélasquez che adibisce a museo per le sua collezione e nel quale egli stesso abita.

Una personalità quella di Cernuschi, dunque, poco inquadrabile, ma proprio per questo affascinante e stimolante. Una vita dedicata all'impegno politico che si intreccia alla passione per l'arte e alla sua diffusione che lo distingue dal resto dei suoi contemporanei. A questa figura così singolare Milano aveva già dedicato nel 2003 un convegno portandone alla luce gli aspetti più cosmopoliti. Ora è la città di Monza a ospitare una mostra tutta dedicata alla grande avventura orientale della quale Cernuschi è stato protagonista.
Ospitata nel Serrone della Villa Reale, l'esposizione si articola in tre sezioni: la prima comprende foto, quadri, medaglie, scritti e autografi che ripercorrono le tappe fondamentali della sua vita tra Monza, Milano e Parigi.
La seconda sezione ruota tutta attorno al viaggio in Oriente: vi sono esposte le opere provenienti dal museo Cernuschi di Parigi organizzate secondo le tappe del viaggio illustrate da Théodore Duret, suo compagno d'avventura, nel diario Voyage en Asie. Si tratta di un ricchissimo patrimonio comprendente ceramiche, bronzi, fotografie, oggetti rituali, porcellane, stampe e disegni. Tra i cimeli più preziosi si segnalano un libro illustrato di Hokusai, pitture e bronzi del periodo Edo, una raccolta di stampe giapponesi della scuola Utagawa del XIX secolo e una scultura in legno raffigurante una tigre appartenuta all'attrice Sarah Bernhardt. Dilettano l'occhio dello spettatore anche altri splendidi manufatti come i vasi e le porcellane dell'epoca Ming e lo stupendo dipinto su seta Paranirvana rappresentante la morte del Buddha.

Il percorso si conclude con una panoramica sul collezionismo d'arte orientale di alcuni illustri personaggi milanesi contemporanei di Cernuschi come Ferdinando Meazza, Lydia Morando Attendolo, Carlo Giussani e Giovanni Licini Passalacqua.
Non resta dunque che avventurarci in questa mostra ed assaporare tutta la magia dell'Oriente che un nostro compatriota, grazie a una sensibilità non comune, ha saputo donarci.

(Tutte le immagini sono tratte dal catalogo della mostra edito da Mazzotta)

(a cura di Ylenia Grattoni)


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