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Terre e Popoli d'Asia
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Cina

Introduzione

L’ambiente naturale

L’ambiente protetto

L’ambiente umano

Le città
Pechino: la capitale del Paese più popolato del mondo
Shanghai: moderna e industriosa, caotica e attiva
Canton: porto cinese aperto al commercio
Hong Kong: la seconda Cina
Lhasa: il mistico capoluogo del Tibet

La struttura economica

La struttura politica

La storia civile

La storia culturale

Tradizioni e costumi

Canton: porto cinese aperto al commercio

Canton (Guangzhou) ha 2000 anni di età; ma per lungo tempo (con la sola eccezione della comunità araba, così ben inserita nella città da aver costruito anche una propria moschea, l'esempio più antico di architettura islamica in Cina, tuttora esistente) agli stranieri fu vietato l'accesso. Nel 1514 furono i Portoghesi a dare l'avvio alle relazioni con gli Europei; relazioni soprattutto commerciali, dal momento che Canton era da circa cinque secoli uno dei più vivaci empori d'Oriente, una tappa obbligata per il commercio della seta e un crocevia nei traffici diretti verso l'India.
I mercanti occidentali però dovevano rimanere sulle loro navi o al massimo potevano soggiornare in una specie di quartiere ghetto in periferia, oppure addirittura a 100 km di distanza, a Macao, un'altra città che con il commercio avrebbe fatto parecchia strada. Tre secoli dopo, nel 1839 per la precisione, gli Inglesi, prendendo a pretesto l'ordine del commissario imperiale cinese di distruggere 20 000 casse d'oppio che essi stessi stavano cercando di contrabbandare, assediavano la città, di cui si impadronivano nel 1841. Era il declino irrimediabile della Cina imperiale.
Nel 1911 il fondatore della repubblica cinese Sun Yat-sen, che era nato a Zhongshan, a poca distanza da Canton, fa di quest'ultima la prima capitale; per formare la classe dirigente militare della neonata repubblica, a Whampoa, sull'estuario del fiume Zhujiang, il poetico Fiume delle Perle, viene fondata una prestigiosa accademia.
I successivi passaggi di potere vedono alternarsi i Giapponesi nel 1938, i nazionalisti alla fine della seconda guerra mondiale e ancora i comunisti a partire dal 1949. In tutte queste fasi il sangue scorre a fiumi, tanto che centinaia di migliaia di persone preferiscono portare all'estero la loro vocazione al commercio.
Una vocazione che oggi sempre più può esprimersi in patria grazie alla crescente apertura economica del regime comunista, che nel caso di svolgimento di fiere e manifestazioni a sfondo mercantile accoglie con sollecitudine gli stranieri. Questo avviene almeno due volte l'anno, dal 15 maggio al 15 giugno e dal 15 ottobre al 15 novembre, in occasione della Fiera dei prodotti cinesi per l'esportazione. Le migliaia di visitatori stranieri però in fondo non aggiungono né tolgono nulla all'assetto complessivo di una metropoli che sfiora (nell'agglomerato urbano) i 4 milioni di abitanti. Una tale concentrazione urbana, come accade per tutte le città della Cina, sottopone i non abituati a un indiscutibile e faticoso sforzo di orientamento.
Se, infatti, i principali alberghi per forestieri si trovano tutti a poca distanza dall'edificio della Fiera, i luoghi meritevoli di essere visitati sono piuttosto sparsi e raggiungibili soltanto a patto di trovare la strada in un traffico piuttosto caotico. Lo stesso affollamento delle strade, o poco meno, si riproduce anche sulle grandi vie d'acqua, prima fra tutte il Fiume delle Perle, vera arteria liquida di Canton. I battelli passeggeri, le barche commerciali, le chiatte, i più svariati modelli di scafi e galleggianti si accalcano fianco a fianco, si incrociano, carichi di frutta, di stoffe, di carbone, e soprattutto di un'umanità che si ammassa con naturalezza in ogni luogo, attendendo con pazienza in fila.
La densità umana si coniuga con il suo massimo di vivacità al mercato Qingping, di fronte all'isola di Shamian, proprio in mezzo al Fiume delle Perle. Shamian vuol dire "banco di sabbia" e questa isoletta di meno di mezzo chilometro quadrato, collegata con il resto della città da due ponti, ha visto succedersi avvenimenti di grande portata; sotto la dinastia Ming l'isola era un porto munito di ufficio doganale dove le merci in transito erano vagliate con estrema cura; passata in concessione agli Inglesi e ai Francesi nel 1859 (i Cinesi non vi avevano diritto di accesso), è rimasta nelle loro mani, nonostante un lungo assedio, fino al 1949; l'isola mantiene ancora oggi l'aspetto coloniale e vi si trovano le sedi di alcuni consolati. Il mercato Qingping, che si trova oltre il ponte nord, si espande sempre più nel dedalo delle vie adiacenti, fin quasi a raggiungere il parco della Cultura dei Lavoratori.
Uno degli edifici più antichi della città è il tempio buddhista di Guangxiaosi, del IV secolo, con le sue due pagode in ferro del X secolo. Ma uno dei più interessanti è il tempio degli Antenati della famiglia Chen, oggi un museo con esposizioni di ceramica e artigianato popolare della provincia del Guangdong. E qui, non appena l'occhio cade sulle creazioni dei delicati artisti bonsai, si comincia a pensare anche a una Canton vegetale, a un luogo dove piante e fiori non crescono spontaneamente e a caso, ma sono il prodotto di una cultura e di una pratica millenarie con autentico valore d'arte. Il tempio di Liurong Si, per esempio (del 537, ma è stato ricostruito cinque secoli più tardi dopo un incendio), sede dell'Associazione buddhista di Canton e situato nel centro storico della città, è conosciuto da tutti come il tempio dei Sei Baniani. E forse non è un caso che la pagoda ottagonale del 1097, la più alta della città con i suoi otto piani per 57 metri, abbia il nome di Hua Ta, ovvero pagoda dei Fiori.
Del resto, a sud del bellissimo parco di Yuexiu (dove c'è una torre antica, che oggi ospita le raccolte del Museo municipale), il memoriale di Sun Yat-sen, vasto padiglione con il tetto blu, è immerso in uno stupendo giardino di pini, cipressi e magnolie. Non possono mancare i ristoranti, dove si può apprezzare la cucina cantonese, diversissima da quella di Pechino, ma non meno raffinata e ormai conosciuta in quasi tutto il mondo.

 


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